Aiuole usate come “cestini”. C’è di tutto in viale Mecenate e via Duccio di Buoninsegna

Profilattici, fazzoletti, addirittura un perizoma gettati in terra. E lungo il muro della palestra anche specchietto e lucidalabbra

Lunedì, 21 Luglio 2014

Le aiuole del marciapiede di viale Duccio di Buoninsegna utilizzate come cestini. Anche dalle prostitute. Profilattici, fazzoletti, addirittura un perizoma, tra le numerose bottiglie di plastica cosparse lungo il viale alberato cittadino, che di notte si trasforma “a luci rosse”. C'è di tutto tra le radici degli alberi della strada che costeggia il multipiano Mecenate. Tra l'erba cresciuta ai piedi delle piante c'è un tappeto di profilattici e fazzoletti di carta. Evidenti tracce della vita notturna o meglio del sesso a pagamento che si consuma in quella strada dove il degrado sembra avanzare di notte in notte. Sgomento non solo da parte di chi vive e frequenta la zona - cittadini determinati ad allontanare la prostituzione -ma anche di aretini increduli del fatto che in città possa crescere indisturbato il fenomeno sotto gli occhi di tutti e per di più abbastanza in centro. Tra chi si è improvvisato "agente 007" per smascherare il fenomeno delle squillo - tra l'altro neppure troppo nascosto - c'è chi ha individuato comportamenti e abitudini che si ripeterebbero ogni sera - secondo numerose testimonianze - nei luoghi che insistono su viale Mecenate e viale Duccio di Buoninsegna. E così, camminando in quelle strade “a luci rosse”, saltano fuori rossetti e lucidalabbra nascosti tra il lungo muraglione a mattoncini rossi della palestra Mecenate, scarpe décolleté con alti tacchi a spillo, specchietti per rifarsi il trucco ed altri segni del degrado che questa volta fa rima con vita notturna. “Dopo ogni prestazione – racconta un testimone - si rifanno il trucco”. Sembra che siano proprio gli anfratti esterni tra la palestra e il marciapiede ad essere il "camerino" delle "squillo". “Ogni sera – testimoniano alcune persone che vivono nella zona ma che preferiscono chiaramente mantenere l'anonimato – vediamo arrivare le ragazze con delle buste contenenti probabilmente lo stretto necessario per iniziare il 'turno' di lavoro. In tutta tranquillità aprono abusivamente i cancelli esterni di recinzione della palestra, violando la proprietà, per poi uscire praticamente svestite e pronte per vendersi in strada". Sarebbe quindi dietro al muro di recinzione che le ragazze cambierebbero look. E tutto intorno resta un tappeto di sporcizia dove non mancano anche le siringhe. Un degrado crescente e preoccupante che ruota intorno al fenomeno della prostituzione sul quale adesso si sono accesi i riflettori nella speranza che ci sia un intervento incisivo da parte delle autorità in modo da "spegnere" una volta per tutte le “lucciole” in via Duccio di Buoninsegna e viale Mecenate.