Agrideco: stop alla bonifica per infiltrazioni mafiose

L’interdizione arriva dalla Prefettura: richiesti la sospensiva e il concordato

Mercoledì, 14 Gennaio 2015

La prefettura di Grosseto invia un’interdittiva antimafia nei confronti della Agrideco srl, azienda di smaltimento rifiuti che stava bonificando l'area di Valli di Mosio nel mantovano dove sono stati interrati alcuni rifiuti chimici. La ditta, con sede a Follonica dopo avere ricevuto lo stop, il mese scorso ha anche chiesto l'ammissione al concordato in bianco, riservandosi 120 giorni di tempo per presentare il piano con il quale intende saldare i creditori. L'interdittiva emessa obbliga in ogni caso le amministrazioni pubbliche alla revoca dei contratti in essere. Da qui l'avvio dell'iter di risoluzione del contratto che il Comune di Acquanegra ha già avviato. L’ interdittiva è stata inviata alla fine dello scorso novembre. In questa la prefettura di Grosseto ha giudicato vi siano «profili di infiltrazione mafiosa» in una delle ditte che hanno stabili rapporti con la Agrideco. Si tratterebbe di un’ azienda di trasporti del casertano risultata coinvolta in un'inchiesta del Tribunale di Firenze. Proprio le risultanze investigative nell'ambito di questa istruttoria sono state inviate al prefetto di Grosseto e costituiscono parte del fascicolo aperto nei confronti di Agrideco. Che risulta anche oggetto di denunce per disastro ambientale e reati riguardanti la gestione di rifiuti tossici. La ditta, che gestiva l'impianto di trattamento di Scarlino, in Toscana, fu coinvolta nell'inchiesta Golden Rubbish che portò a 23 arresti e a 60 indagati dopo che un operaio della discarica di Scarlino morì in seguito ad una esplosione. L'inchiesta accertò un vasto traffico di rifiuti non autorizzati che coinvolse anche un laboratorio analisi di Gazoldo degli Ippoliti. Tirando le somme, la Prefettura grossetana ha emesso un’ interdittiva, ritenendo vi sia pericolo di contiguità con il mondo mafioso. L’Agrideco ha presentato ricorso con richiesta di sospensiva urgente del provvedimento. Nel frattempo le opere pubbliche nelle quali era impegnata, fra queste la costruzione del viale d'accesso da Milano all'area Expo, sono state fermate. «Per l'Expo si è provveduto alla sostituzione con altra ditta - spiega l'avvocato Francesco Baroni per Agrideco -. Dove possibile la mia assistita vuole proseguire negli appalti e recentemente, il 23 dicembre, ha chiesto la possibilità di sottoscrivere un nuovo finanziamento, segno della volontà di onorare i propri impegni». Il Comune ha diffidato Agrideco a completare il primo lotto lavori (oltre 4 milioni) ormai ultimato all'80% preannunciando la revoca del secondo lotto (quasi 2 milioni). Nel frattempo i lavori sono fermi.