Agonia Fabbrichina, fallisce anche l’ultima ditta

Domenica, 9 Agosto 2015

«ABBIAMO ricevuto notizia della dichiarazione di fallimento di New Colle. Mi risulta che il curatore si sia già insediato: in casi del genere si sa quando un capitolo ha inizio, ma è molto complicato avanzare previsioni per la conclusione». Paolo Canocchi, sindaco di Colle, aggiorna il quadro sulla vicenda Fabbrichina partendo dal dato degli ultimi giorni, ovvero appunto il fallimento della società creata nel 2004 per coordinare la riqualificazione urbana nella parte bassa della città secondo le linee guida dell’architetto Jean Nouvel. Un intervento, in base al progetto originario, sia di carattere pubblico, con la realizzazione di una mediateca, che di natura immobiliare. Tutto nella zona dove un tempo aveva sede l’area industriale considerata al pari della culla del cristallo, nella capitale mondiale del settore. I lavori sono fermi da circa un triennio. Con ciò che deriva, da quest’impasse, anche a livello di «biglietto da visita», come si è soliti dire, all’ingresso di Colle. «ORA IL QUADRO diventa ancora più difficile – afferma Canocchi – e le preoccupazioni riguardano soprattutto i tempi. Con il curatore fallimentare ci confronteremo, puntando a una riapertura del cantiere con un’attesa che non sia biblica. Però, come è noto, esiste pure una procedura da seguire». Cosa ne sarà degli appartamenti? «Anche questa è una materia del Tribunale – risponde Canocchi – e non sappiamo pertanto se l’intento sarà la vendita ed eventualmente in che modo, a lotti o per intero». E il problema non indifferente del decoro e delle questioni igieniche della zona? Il lago che si è formato, le zanzare, l’allarme lanciato a più riprese dai residenti? «Effettuiamo monitoraggi con la Asl e con gli organismi tecnici preposti. In più abbiamo in animo di attenuare lo scempio, migliorando la viabilità, la sicurezza stradale e l’arredo nella parte di via Gramsci a ridosso della Fabbrichina».