Affare da 6 miliardi con quattro sfidanti

Venerdì, 23 Ottobre 2015

Un referendum e soprattutto la fuga dei sei Comuni della Val di Cornia verso l’Ato sud. Per queste due ragioni, l’Ato Costa è rimasto il fanalino di coda. L’unico ambito territoriale, l’unica area vasta senza società unica per la gestione dei rifiuti. Ce l’avrà - secondo il direttore Franco Borchi - entro i primi mesi del 2016, a meno di ulteriori incidenti di percorso, oggi non prevedibili. Uno potrebbe essere il contenzioso amministrativo sollevato dal Comune di Livorno, non tanto contro la gara da 6 miliardi quanto contro la normativa nazionale e regionale sugli Ato (e la nuova organizzazione) e sul piano straordinario dei rifiuti approvato a luglio dai Comuni dell’Ato Costa. In mancanza di intoppi, invece, i 92 Comuni (su 101) delle province di Massa, Lucca, Pisa e Livorno potranno costituirsi in società unica per i rifiuti. La spa servirà un bacino di circa 1 milione e 280mila abitanti per una produzione annua di 800mila tonnellate scarse di rifiuti che garantiscono un gettito annuo di Tia/Tarsu di circa 250 milioni. Calcolando una possibile ripresa economica, la produzione nel 2020 potrebbe arrivare a 830mila tonnellate l’anno. La gara in corso serve a trovate il socio-gestore privato della spa a maggioranza pubblica: di 7 colossi che hanno manifestato interesse, solo 4 (in rappresentanza anche di aziende straniere) probabilmente formuleranno un’offerta: una economica per l’acquisto del 45% delle azioni; una tecnica per la gestione del servizio, dalla raccolta allo smaltimento. La gara sarà affidata a chi avrà presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, con il miglior rapporto qualità/prezzo.

Fonte