Acli e Movimento 5 Stelle dicono no all’aumento della tassa sui rifiuti

Voci contrarie alla decisione del Comune: dopo Ascom interventi di Mannelli e Farsetti

Domenica, 28 Settembre 2014

Acli da una parte,Movimento 5 Stelle dall’altra: in mezzo il no all’aumento della tassa sui rifiuti. Dalle Acli aretine l’opposizione al provvedimento e netta, alpunto che il presidente provinciale Stefano Mannelli chiede alla politica un gesto di responsabilità per attuare piani tariffari equi e ragionevoli. “E’ sconcertante - continua Mannelli - come la creazione di un gestore unico presentato come azienda strutturata e organizzata, anziché erogare un servizio migliore e ottimizzare i costi a favore degli utenti, abbia avuto per ora solo effetti come gli aumenti delle bollette”. Dalle Acli arrivadunquela richiesta ai soggetti interessati di verificare le conseguenze prodotte dai rincari. “Rispetto ad una diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti a causa della crisi – continuano le Acli - il consorziohaadottato la giustificazione relativa ai maggiori costi fissidi gestione per ilfunzionamentodegli impianti di smaltimento. Appare invece assolutamente ingiustificata e ingiustificabile l’aumento  delle tariffe per compensare  la morosità: questa motivazione andrebbe infatti apenalizzareproprio i cittadinivirtuosi  e puntuali neipagamenti. “Tutti questi rincari sui servizi essenziali – conclude Stefano Mannelli - finisconoconl’aggravare le fasce più deboli che già versano in gravi difficoltà e diminuiscono il potere d’acquisto della società, deprimento le economie delle imprese e riducendo la possibilità di ripresa del sistema”. Per Daniele Farsetti, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle l’aumento della tassa sui rifiuti è inaccettabile.“ L’adesione alnuovoambito territoriale era stato garantito  vrebbe prodotto sensibili risparmi di scala, in realtà il progetto, alla luce delle nuove tariffe,ha portato a favorire le condizioni ottimali solo per  maggiori guadagni del gestore unico SeiToscana. Nessun miglioramento qualitativo del servizio, addirittura peggioratoper frequenzanei passaggi di svuotatura, pulizia, sanificazione dei cassonetti e qualità deimateriali”. “Quello che appare ancora più inaccettabile – sottolinea Farsetti - oltre ai tempi di presentazione del Pef, ovvero la lista dei costi caricati sulle utenze, solo due giorni prima dell’approvazione in Consiglio comunale, senza quindi poter otteneremaggiori dettagli sugli importi proposti, è l’aspettopoco noto all’opinione pubblica per cui tra i costi addebitati in bolletta è inserita la remunerazione del gestore, per gli aretini altri 730mila euro” conclude il consigliere comunale delMovimento5Stelle. Unaumento, quello dellaTari, che ha incontrato il no anche di Confcommercio. Il direttore Franco Marinoni, nei giorni scorsi, ha infatti puntualizzato come “aumentare laTari del 9 per cento sarebbe una decisione sbagliata, che danneggerebbe famiglie e imprese”.