Accordo fra Regione e Tioxide per i gessi rossi a Montioni

L’intesa permetterà di completare il ripristino dell’ex cava risolvendo i problemi di sversamenti

Domenica, 19 Aprile 2015

La cava di Montioni sarà ripristinatao con i gessi rossi della Tioxide. È questo il punto cardine nella bozza di accordo approvata ieri in Regione, dando il via a quell’iter amministrativo che permetterà alle Bandite di Scarlino, gestore dell’area, di completare i lavori di ripristino dell’area degradata vicina al parco follonichese. «È stato un lavoro attento e rigoroso» assicura l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini. La bozza ora passa al vaglio delle singole parti (Comuni di Follonica, Scarlino e Gavorrano, Provincia di Grosseto, gruppo Huntsman, sindacati e rsu) e una volta ottenuto l’ok da tutti i soggetti in gioco si potrà dare il via all’operazione. Il programma comunque parte da lavori già in corso, quelli che la Tioxide sta portando avanti sull’area interessata dalla fuoriuscuta d’acqua dall’ex cava (seguendo le prescrizioni): finché questi non saranno terminati e non saranno individuate le cause del fenomeno, non saranno rilasciate le autorizzazioni per le nuove opere. Poi, una volta svolto questo passaggio, si passerà all'attivazione di tutte le iniziative per riutilizzare e possibilmente ridurre i gessi provenienti dal ciclo produttivo, accompagnata dal miglioramento delle performance ambientali dell’impianto scarlinese e da azioni imprenditoriali volte a garantire se non aumentare gli attuali livelli occupazionali. Senza dimenticarsi del vero cruccio su cui si discute in Regione: l'individuazione di altri siti per l'utilizzo dei gessi in attività di recupero ambientale, scelta questa che richiederà anche la partecipazione dei cittadini. Secondo la bozza di intesa infine, Tioxide si impegnerà a corrispondere agli enti locali una cifra parametrata sulle quantità di rifiuto usato in attività di recupero ambientale per studi, ricerche e progetti ambientali. Tutto seguito con una costante attività di monitoraggio a carico dell’Arpat. «Ora inizierà il momento del confronto in sede consiliare e con i cittadini con l'obiettivo, che abbiamo sempre perseguito rispetto alle questioni ambientali, di rendere fruibili e trasparenti tutti i passaggi amministrativi» spiegano i sindaci interessati che non nascondono la loro soddisfazione. «Questa bozza va nella direzione di garantire la continuità produttiva del sito e di mantenere e in prospettiva potenziare i livelli occupazionali. In seguito l'azienda si dovrà impegnare affinché si vada verso la riduzione dei residui di lavorazione per trovare quindi una soluzione definitiva al problema». L'intesa, una volta sottoscritta, avrà durata quinquennale, con una verifica intermedia da effettuarsi ogni anno. Il Comune di Follonica avrà compiti di coordinamento dei soggetti locali firmatari dell'accordo mentre spetterà alla Regione presiedere il collegio di vigilanza per la gestione dell'accordo.