Accesso chiuso, ma la discarica abusiva sta crescendo

Ex Cava di Venturina

Martedì, 5 Gennaio 2016

VENTURINA Dopo una serie di ulteriori segnalazioni, siamo tornati all’ex cava di Venturina, diventata nei mesi scorsi un’enorme discarica a cielo aperto. In effetti c’è di tutto. Elettrodomestici, materiale edile, amianto e altri rifiuti pericolosi sono stati abbandonati in più punti della zona, che sovrasta il parco termale, complice la posizione abbastanza isolata e il facile accesso. Facile almeno fino a marzo dello scorso anno. In quel periodo infatti Comune e proprietà avevano fatto sbarrare la stradina – segnalata come privata da un vecchio cartello arrugginito - che conduce all’area con tre grossi blocchi di cemento, in modo da evitare l’ingresso ad auto o furgoni carichi di materiali e spazzatura da scaricare. Da allora qualcosa è cambiato, ma la situazione rimane indecorosa. Lungo la via che prosegue in salita costeggiando la pinetina sono scomparse le lastre d’amianto che erano state ammassate tra la vegetazione. Siamo nella zona interessata dalla riqualificazione del parco termale: l’eternit è stato rimosso da tempo dall’amministrazione, che lì ha predisposto un progetto di percorso trekking e passeggiate. Ma al posto delle lastre ora troviamo un mucchio di legni, mattoni, ferri arrugginiti, coperte e plastica. E c’è da chiedersi come qualcuno possa essere arrivato, visto l’accesso ormai chiuso, a depositare una simile quantità di robaccia da smaltire in altri modi. Giubbotti, sedie e spazzatura varia si trovano anche all’interno della pinetina o lungo le fosse tra le erbacce. Senza considerare le tante scritte a spray comparse di recente sull’asfalto. Se ci si affaccia sul grande piazzale all’interno dell’ex cava, lo scenario appare migliorato, però la discarica c’è sempre. A lcuni elettrodomestici non ci sono più, altri invece continuano a giacere lì arrugginiti, insieme mobili e a materiale di scarto vario, tra cui spiccano ancora le stesse lastre di amianto segnalate lo scorso anno. Il cartello che indicava “proprietà privata videosorvegliata” è stato tolto. L’amministrazione, aveva detto l’assessore Vito Bartalesi mesi addietro, in caso di discariche o abbandoni in proprietà privata può obbligare il proprietario alla rimozione qualora ne sia accertata la responsabilità di gestione illecita dell’area segnalata. Fatto sta che lo scempio è sempre lì. Tante le persone che ogni giorno si recano in zona per fare passeggiate. E tanti anche i perditempo che la usano per bivaccare o per ritrovarsi con amici lontano da occhi indiscreti. «Ci vorrebbero maggiori controlli e anche sanzioni – ci ha detto un residente -. Non si può lasciar rovinare così un posto del genere ricco di potenzialità».

Fonte