Abbadia discute sul papa ecologista

Dibattito sull’enciclica del pontefice “Laudato Si” ispirata a San Francesco

Mercoledì, 26 Agosto 2015

Sabato pomeriggio, 22 agosto, dedicato a Abbadia San Salvatore, allalettura di alcuni passi della enciclica di PapaFrancesco "Laudato Si" e al commento di tre studiosi della materia - Massimo Seriacopi,Don Carlo Prezzolini e Lauro Seriacopi - introdotti da Cinzia Mammolotti (EcoAmiataeMovimento di cittadinanza), promotrice della iniziativa. Mammolotti, nella introduzione, ha sottolineato, in maniera particolare, il passaggio della enciclica che invita a prendersi cura della "casa comune", del proprio territorio, in questo caso della terra dell'Amiata, montagna che dispensa ricchezze enormi, ma che non è rimasta e non èimmune da segni e feritedelle attività di ieri e di oggi. "Noi collegati al nostro territorio, come al resto della nostra terra". Sì, perché il testo di papa Bergoglio non è solamente un grido di dolore per le emergenze e urgenze del pianeta, ma contiene anche messaggi forti di speranza, perché è ancora possibile generare un nuovo uomoe dare vita aun diverso umanesimo. Seriacopi, docente di liceo a Firenze e dantista di chiara fama, ha spiegato come Bergoglio abbia compreso pienamente comele radici più profonde e produttive di quello che siamo oggi affondano nel Medioevo, non periodo "oscuro e buio", ma epoca che ha generato opere immense e personaggi di eccellenti doti speculative. Bergoglio, il quale ha assunto il nome di Francesco, vescovo di Roma, perché si è ispirato al modello esemplare di Francesco di Assisi? Perché ha compreso che l'uomo medievale riesce a coniugare armonia e solidità in maniera indissolubile. "Il Santo, per certi aspetti, è uno dei primi ecologisti della storia, per quel suo rispetto per ogni creatura che fa parte della polifonia dell' universo", ha aggiunto Seriacopi, il quale si è poi soffermato nella lettura del Cantico delle Creature. Per don Carlo Prezzolini l'uomo oggi vive separato dalla natura non solo, come comunemente si crede,nelle città,ma ancheneipaesi. "La nostra civiltà è incentrata sul possesso e sul consumo. Questo è il materialismo che distrugge la nostra umanità", ha osservato. E, dopo aver ricordato le parole del cardinale Martini, il quale sosteneva che la chiesa era indietro di duecento anni dal punto di vista culturale, Prezzolini ha chiosato: "Papa Francesco sta cercando di annullare questo gap" e si èmostrato particolarmente affascinato dal concetto di "ecologia integrata", di una educazione a una "ecologia culturale", a una "spiritualità ecologica". Un cambiamento di vita (e di stili di vita) per superare l'antropocentrismo e ricollegarsi al creato.Lauro Seriacopi,infine, ha relazionato sullacomplessità di temi che sottende la enciclica di Papa Francesco. Dalla molteplicità di linguaggi alla contaminazione di pensatorimoderni e alla presenza costante di teorie sociologiche, economiche, filosofiche moderne, che hanno posto il temadella "decrescita" e della ridistribuzione delle risorse. Il problema ecologicoinfine non è postoin termini dicatastrofismo apocalittico, ma è pervaso da atteggiamenti di speranza, come dimostrano i concetti di "urgenza e resilienza" e, soprattutto, i nuovi dieci comandamenti, un condensato di temi ecologici fondamentali da seguire e rispettare!