Sistri, nuova proroga in vista

Mercoledì, 13 Dicembre 2017

Ancora una proroga in vista per il Sistri. Il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiutiè destinato a slittare ancora (fino al 31 dicembre 2018) e non ci saranno sanzioni per le imprese. Ad aprire la porta verso un nuovo rinvio è un emendamento alla Manovra (firmato da diversi parlamentari tra cui il presidente della commissione ambiente della camera, Ermete Realacci) riammesso dalla commissione bilancio dopo essere stato inizialmente giudicato inammissibile. La quinta commissione ha deciso di recuperare tutte le proposte di modifica contenenti proroghe di termini, in considerazione del fatto che quest'anno, con la legislatura agli sgoccioli, governo e maggioranza hanno deciso di anticipare nella Manovra le proroghe tradizionalmente contenute nel decreto Milleproroghe di fine anno.Nel fascicolo di emendamenti riammessi hanno trovato posto anche molte altre misure, apparentemente di carattere ordinamentale o localistico, che tuttavia realizzerebbero o aumenti di gettito per l'erario (è il caso della proposta di modifica a firma Paolo Tancredi e Alberto Giorgetti tesa a velocizzare la vendita dei beni dell'attivo fallimentare) oppure riforme di vasta portata in termini di efficientamento della p.a. (in questo senso va letta la misura che istituisce un fondo da 50 milioni per incentivare l'innovazione digitale della pubblica amministrazione, creando un albo dei «dirigenti informatici» presso palazzo Chigi).L'emendamento sul Sistri, riammesso dalla commissione bilancio, punta a far slittare il cosiddetto doppio binario per il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Viene prorogato da un lato «il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) e non si applicano le sanzioni relative al sistema medesimo» e dall'altro «il termine finale di efficacia del contratto con l'attuale concessionaria del Sistri».Oltre mille gli emendamenti segnalati. Ieri intanto i gruppi parlamentari hanno sciolto le riserve sul numero di emendamenti «segnalati», quelli cioè che verranno messi al voto in commissione a partire da domani. I gruppi hanno proposto 900 emendamenti, mentre le commissioni altri 100. Complessivamente, dunque, delle 5.865 proposte di modifica parlamentare presentate, ne resterà in piedi poco più di un terzo. Tra domani e venerdì sono, invece, attesi gli emendamenti del governo tra cui dovrebbe esserci l'aumento della dotazione del Fondo per il risarcimento dei risparmiatori vittime di vendita fraudolenta di prodotti finanziari (cosiddetto «misselling»). Al momento, infatti, il fondo, così come previsto nel corso della prima lettura della Manovra al senato, può contare su risorse non proprio cospicue (25 milioni per il 2018 e il 2019).Tra gli altri emendamenti governativi, oltre alla scontata presenza del restyling dellaweb tax con aliquota ridotta (1-2%) ed estensione all'e-commerce (si veda ItaliaOggi del 5 dicembre), dovrebbero trovare posto anche l'allargamento dell'Ape social, la stretta sulla durata dei contratti a termine e lo stop all'aumento da 4 a 8 mensilità dell'indennità per i licenziamenti senza giusta causa. Per quanto riguarda l'Ape social dovrebbe arrivare un emendamento del governo per estenderla alle altre quattro categorie di lavori usuranti inserite dal senato nell'emendamento sul rinvio dell'adeguamento dell'età pensionabile.Sulla web tax, invece, il governo sarebbe contrario ad anticipare la misura al 2018.Sul fronte lavoro, l'esecutivo sembra orientato a dare parere negativo all'aumento dell'indennità per i licenziamenti senza giusta causa da quattro a otto mensilità (la proposta di modifica era stata approvata in commissione lavoro e aveva passato indenne il vaglio di ammissibilità, si veda ItaliaOggi diieri). Sembra invece avere più possibilità di essere recepita nella Manovra la stretta sulla durata massima dei contratti a termine presso lo stesso datore di lavoro che passerebbe da 36 a 24 mesi.

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