Rifiuti, cosa resta da fare dopo un anno record

Sabato, 11 Novembre 2017

ALFREDO DE GIROLAMO IN Toscana c’è stato un 2016 da record per i rifiuti. È stato l’anno del sorpasso: quelli raccolti in modo separato, per la prima volta hanno superato gli indifferenziati. Un traguardo storico, certificato dall’ultimo rapporto sui rifiuti urbani di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente). La raccolta differenziata è arrivata come media regionale al 51,1% (era il 46,1 nel 2015), un risultato fatto di tanti Comuni medio piccoli con tassi di raccolta differenziata oltre l’80%, ma anche di città grandi con tassi eccellenti, come Firenze, ormai oltre il 55% e uno dei capoluoghi italiani più performanti. La produzione di rifiuti urbani sale anche nel 2016, toccando quota 2,3 milioni di tonnellate e un valore medio ad abitante di 616 kg/anno; subito dietro l’Emilia Romagna, che produce 653 kg/ab/anno. Il numero elevato di rifiuti pro-capite rende il dato della raccolta differenziata in termini assoluti ancora più interessante e rilevante. La Toscana con i suoi 315 kg/ab/anno di differenziata è in termini di peso allo stesso livello di Lombardia, Friuli e Trentino, che hanno percentuali di differenziamento più alte. Nel caso di carta e cartone per esempio, la Toscana è avanti anche a regioni leader, perché raccoglie 76,7 kg/ab/anno, contro i 59 del Veneto e i 56 della Lombardia. Anche il riciclo dei rifiuti raccolti in forma differenziata va nella giusta direzione. La Toscana dovrebbe aver raggiunto nel 2016 circa il 47% di tasso di riciclaggio, vicina cioè all’obiettivo della direttiva europea del 50% al 2020. Un dato che non sorprende, poiché la Toscana ospita uno dei più importanti distretti industriali del riciclo d’Europa. Certo, sono ancora troppi i rifiuti trattati in discarica: 710mila tonnellate pari al 31% del totale, mentre l’incenerimento vale 276mila tonnellate, il 12% del totale dei rifiuti urbani prodotti, grazie ai cinque impianti attivi (erano otto nel 2012). Un valore ancora basso, che sconta il mancato adeguamento impiantistico previsto dal Piano regionale e nazionale, basato sui termovalorizzatori di Firenze e Scarlino, oggi non ancora esistenti o funzionanti. Insomma, nonostante alcuni ritardi, oggi commentiamo un risultato buono e promettente e una transizione in via di completamento, magari da accelerare nei prossimi anni, portando il tasso di riciclaggio oltre il 50%, aumentando il recupero di energia al 25/30% e riducendo l’uso della discarica al 10%, come dice il Piano regionale. Serve sbloccare il cantiere di Case Passerini (dopo la sentenza del Consiglio di Stato attesa a dicembre) e riattivare Scarlino. E poi serve una Regione che decide e autorizza rapidamente, magari con una sola Ato regionale. E infine servono gestori che vincano la sfida dell’integrazione, dell’efficienza e della qualità. Presidente Confservizi Cispel Toscana

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