Plastiche in mare, cresce l’allarme A lezione insegnanti ed educatori

Martedì, 12 Marzo 2019

SECONDO workshop organizzato dal Circolo di Festambiente e il Parco della Maremma nell’ambito del progetto Pelagos Plastic Free all’Acquario di Talamone, dove il personale dell’Acquario e del Centro di recupero delle tartarughe Marine si è occupato della formazione di insegnanti ed educatori ambientali, in modo tale da favorire la sensibilizzazione di studenti e cittadini alla tutela del mare, dalla plastica. L’evento ha richiamato un grande afflusso di partecipanti fortemente motivati a divulgare le buone pratiche ed i giusti comportamenti da assumere per evitare il dilagare della plastica nei mari, in un momento in cui questo problema è sempre maggiore. La conoscenza del Santuario Pelagos e la consapevolezza delle ricadute positive sull’ambiente e sul mare di comportamenti responsabili sono fondamentali e le attività didattiche che hanno fatto parte dei due workshop hanno avuto proprio questo come obiettivo. Alla fine del corso, riconosciuto dal Miur, i partecipanti, hanno ricevuto oltre al materiale didattico, anche l’attestato di frequenza. «Ospitiamo volentieri queste giornate di formazione – afferma Lucia Venturi, presidente del Parco della Maremma – perché siamo certi che questo sia il giusto modo di sviluppare maggiore consapevolezza e rispetto nei confronti del mare, favorendo la diminuzione dell’uso della plastica nella vita di tutti i giorni. La tutela dell’ambiente – continua Lucia Venturi – , infatti, è un fattore essenziale per conservare l’habitat marino, quotidianamente minacciato dall’attività umana». Gli insegnati e gli educatori ambientali, hanno potuto visitare l’Acquario di Talamone ed il Centro Tartanet, dove gli operatori del centro si occupano costantemente di curare e nutrire le tartarughe Caretta caretta in difficoltà. «Legambiente – ha dichiarato Angelo Gentili della segreteria di Legambiente – è da sempre impegnata nella salvaguardia dei mari ed è consapevole del fatto che solo attraverso percorsi di coinvolgimento si ha davvero la possibilità di costruire una coscienza collettiva».