“Territorio usato come pattumiera"

Discarica a cielo aperto al Castelluccio, siringhe in via Arno, rifiuti ingombranti in città. Cornacchini inarrestabile

Sabato, 9 Dicembre 2017

AREZZO - "Anche con una spalla rotta non mi fermo. E giro quotidiano nel territorio continua. Vergogna a chi usa l'ambiente come pattumiera. Possibile che veda solo io?". Sui social tuona Mery Cornacchini al termine dell'ennesimo tour a caccia di degrado. Da via Calamandrei a via Achille Grandi c'è un fiume di sporcizia, abbandonata a terra. Siringhe nel tunnel di via Arno. E Comacchini si è spinta oltre il territorio comunale smascherando una discarica a cielo aperto al Castelluccio. Detriti, calcinacci e materiale edile sono finiti sotto l'occhio della consigliera comunale di Ora Ghinelli. "Dove trovo questi scemi - ribatte Mary Cornacchini - non perdono; l'amore per il territorio va oltre il nostro comune e ad un confine geografico. Passato il ponte sull'Arno mi sono trovata di fronte una montagna di rifiuti a pochi passi dal greto del fiume. È uno scempio abbandonare i materiali edili in modo sregolato". In città Comacchini ha trovato materassi, una gomma di un camion, mobiletti, una carcassa di un motorino, i lavandini e addirittura delle vasche galvaniche. La paladina del decoro, Mery Comacchini, seppur "infortunata" - dopo essersi rotta una spalla a seguito di una caduta causata da una buca sull'asfalto di Ceciliano - ha segnalato la lunga scia di discariche a cielo aperto. "Ho inoltrato le segnalazioni alla Polizia Municipale, a Sei Toscana, agli uffici del Comune e all'assessore Marco Sacchetti. Le montagne di rifiuti abbandonati a terra continuano a indignare. A quanto pare l'abbandono sregolato non si arresta a dispetto degli ispettori ambientali e delle azioni dell'amministrazione comunale destinate a contrastare il fenomeno. La cattiva abitudine di smaltire i rifiuti speciali abbandonandoli pare non tramontare neppure di fronte al rischio di pesanti sanzioni e si conseguenze penali. "La montagna di detriti trovata al Castelluccio - spiega Comacchini - nasconde probabilmente un fenomeno ancor peggiore: allo scorretto smaltimento può corrispondere anche il fenomeno del lavoro al nero. Chi smaltisce scaricando detriti sa che compie una irregolarità. Dobbiamo quindi intervenire pesantemente con sanzioni. Auspico che le `foto trappole' riescano a beccare in flagranza chi getta rifiuti a terra senza curarsi dei danni ambientali che causa. Inoltre, non è giusto che i costi di tali rimozioni ricadano poi sulle bollette e anche nelle tasche di chi quotidianamente si comporta correttamente". Mery Comacchini continua quindi inarrestabile il suo lavoro di sentinella del territorio a vantaggio di decoro e sicurezza. Dall'inizio dell'anno sono 550 le richieste di rimozioni inviate; ieri ha segnalato anche alcune siringhe abbandonate a terra tra le scale del tunnel di via Amo che continua ad essere utilizzato dai tossicodipendenti come luogo dove iniettarsi la droga. Neppure la rovinosa caduta a terra causata da una buca nell'asfalto dissestato di Ceciliano ha quindi frenato l'entusiasmo della paladina del decoro. Per Mery Comacchini la battaglia contro l'inciviltà è ormai una missione: "Non mi ferma una spalla rotta. Amo Arezzo e da stamani di nuovo in azione. In giro nel territorio". D'ora in avanti Cornacchini avrà comunque una task-force a suo fianco. E Comune ha già annunciato l'arrivo in strada degli ispettori ambientali.