Rifiuti speciali illeciti, scatta il maxi-sequestro di 30 camion

Mercoledì, 9 Ottobre 2019

Maxi sequestro di autocarri utilizzati per il trasporto di rifiuti speciali da smaltire illecitamente, un traffico che andava avanti da tempo con il coinvolgimento di una quarantina di persone. Le indagini dei carabinieri forestali della polizia giudiziaria della Procura sono durate alcuni mesi e hanno portato allo scoperto un vasto giro non autorizzato di raccolta, trasporto e conferimento di rifiuti speciali che alimentava in modo abusivo sei centri di raccolta della provincia tra Arezzo, Valdichiana e Valtiberina. L’inchiesta, condotta dai pubblici ministeri dell’area ambiente Angela Masiello e Laura Taddei, ha avuto inizio oltre un anno fa e si è sviluppata in tutto il territorio provinciale coinvolgendo i principali impianti di rifiuti ferrosi, batterie esauste e rottami di rame e ottone. «Quella messa in piedi - specifica una nota ufficiale- è una delle più vaste operazioni contro il traffico illecito di rifiuti condotta dai carabinieri forestali della provincia» ed è servita a dare una robusta spallata ai traffici. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sono coinvolti nell’operazione illecita una quarantina di persone, sia italiane che straniere. Il gruppo aveva messo in piedi un vero e proprio sistema per la gestione di rifiuti speciali con profitti illeciti che uscivanpo dall’alveo di ogni tracciabilità sia ambientale che fiscale. Per il trasporto venivano utilizzati trenta autocarri, tutti sequestrati, con i quali i rifiuti venivano portati nei vari impianti di raccolta per essere smaltiti illecitamente. I primi a subire le conseguenze dell’indagine sono stati proprio i sei impianti di raccolta, distribuiti tra Arezzo, la Valdichiana e la Valtiberina, che si alimentavano attraverso soggetti mai autorizzati alla raccolta e al trasporto dei rifiuti. Poi la scure della giustizia è caduta sui trasportatori, colpiti da sequestro preventivo dei loro veicoli disposto dal gip Piergiorgio Ponticelli.