Non piacela raccolta porta a porta Sei Toscana vuole tracciare i rifiuti

Domenica, 8 Luglio 2018

SIENA Non piace il porta a porta, meno ancora piace la raccolta dei rifiuti serale, in un'orario in cui la città è ancora invasa di persone. Vedere i colonnini della Piazza del Campo spunta-re da montagne di sacchi di immondizia quando ai tavoli ancora ci sono i clienti, è uno spettacolo inaccettabile. Intanto l'amministratore delegato di Sei Toscana, Marco Mairaghi, analizza il recente sondaggio che il gestore ha promosso fra i cittadini del territorio servi-to dal porta a porta, e trac-cia la linea da seguire per il futuro. La speranza è che al più presto si analizzi anche la questione della raccolta in Piazza del Campo. "Credo che il porta a porta a sacchetto sia un modello di raccolta da superare, so-no gli stessi cittadini che ce lo chiedono. Il futuro è rappresentato dai casso-netti intelligenti" ha detto Marco Mairaghi. "La stragrande maggioran-za delle persone dice dinon essere soddisfatta del servizio e chiede di cambiarlo. Anche noi siamo d'accordo, la raccolta domiciliare con il sacco infatti porta con sé diverse criti-cità legate soprattutto al decoro urbano: presenza dei sacchi per molte ore in strada, sacchi alla mercé delle intemperie e degli animali, difficoltà legate al loro reperimento. Il porta a porta inoltre limita molto la libertà dei cittadini nel conferimento dei rifiuti, con giorni e orari rigidi da rispettare. Ultima conside-razione, ma non meno im-portante, i costi: questo sistema comporta costi mol-ti alti per l'azienda che rica-dono poi sulla tariffa che i cittadini sono tenuti a pa-gare. Insomma, i tempi sono cambiati e sono maturi per puntare decisi verso un nuovo modello di rac-colta: quello dei cassonetti ad accesso controllato. So-no il primo promotore di questo cambio di rotta -prosegue Mairaghi -, sono sicuro che rappresenterà un vantaggio per tutti. Questo nuovo sistema, che ab-biamo già iniziato ad adottare in alcuni comuni, con-sente ai cittadini di gettare i rifiuti quando vogliono ma, soprattutto, di identifi-care chi produce cosa. Una tracciabilità del rifiuto che rappresenta la condizione necessaria per l'in-troduzione del tributo pun-tuale: cioè pagare per quel-lo che realmente si produ-ce, e si differenzia".