Bocciati per la raccolta differenziata «Ispettori e foto-trappole per i furbi»

Le idee di Rosini, dg di Sei: «Più controlli, ma serve collaborazione»

Giovedì, 8 Novembre 2018

POCHI giorni fa l’Agenzia Regionale Recupero Risorse ha comunicato i dati della raccolta differenziata in Toscana. Anche quest’anno l’Ato Toscana Sud registra la percentuale più bassa della regione, con il 39,39%. Si parte da qui per un’analisi della situazione con Alfredo Rosini, direttore generale di Sei Toscana. Siamo ancora distanti dagli obiettivi fissati dalla Regione. «Sì, inutile nascondersi dietro un dito. Il dato ci dice che la strada da fare per raggiungere gli obiettivi (si parla di un 70% entro il 2020, ndr) è ancora lunga, ma noi siamo pronti ad affrontare questa sfida e ci stiamo dotando di tutti gli strumenti necessari a raggiungere il risultato». In che modo? «Il consiglio di amministrazione di Sei Toscana ha approvato le linee guida del piano industriale che tracciano in modo netto la strada da seguire. L’intenzione della società è quella di attivare progressivamente su tutto il territorio servizi di raccolta integrati, il più possibile omogenei in relazione alla densità abitativa delle zone, con l’utilizzo di sistemi di conferimento ad accesso controllato. Sia per il porta a porta, associando un codice ai kit utilizzati dagli utenti, sia per le raccolte di prossimità e stradali, con l’impiego dei così detti cassonetti intelligenti. Proseguiremo così il percorso per arrivare a un sistema di tributo puntuale nel prossimo futuro; ossia far pagare all’utenza per ciò che effettivamente produce in termini di quantità e qualità dei rifiuti conferiti». I cassonetti intelligenti, già sperimentati in diversi Comuni, stanno dando buoni risultati, ma in molti dicono che con questo sistema aumenteranno gli abbandoni. «E’ una considerazione da fare. Il sistema funziona, ma deve essere accompagnato da un controllo capillare e costante. Per questo Sei Toscana ha già messo a disposizione dei Comuni che lo hanno richiesto 250 foto-trappole, oltre al prezioso lavoro degli ispettori ambientali. E’ necessario però adottare un approccio che definirei sociologico». Cosa vuol dire? «Coinvolgere e responsabilizzare sempre più il cittadino e fargli capire che, senza la sua collaborazione e il suo impegno, è impossibile raggiungere gli obiettivi. Per una corretta gestione dei rifiuti ognuno deve fare la sua parte e il percorso è già avviato: Ato, per conto dei Comuni che rappresenta, sta ultimando il Piano dei servizi di ambito che recepisce e condivide le linee guide proposte dal gestore. Sei Toscana deve organizzare e rendere disponibile a cittadini e imprese un servizio il più possibile efficace ed efficiente, investendo in mezzi, attrezzature e strutture per la raccolta. I cittadini e le imprese però devono impegnarsi tutti a farla davvero la raccolta differenziata». Quali sono, in concreto, gli obiettivi di Sei Toscana per la raccolta differenziata? «Crediamo di poter arrivare quasi al 50% già nel 2019, per poi puntare decisi al superamento del 60% nei successivi due anni. Se nel 2020 non riusciremo a raggiungere la fatidica quota 70%, vogliamo comunque essere lì vicino». Ultima battuta sui costi, tanti li considerano troppo alti. «Tre considerazioni: oggi le tariffe sono determinate da Ato, ma presto saranno regolate da un’autorità nazionale, Arera, come già avviene per luce, acqua e gas. Nel medio lungo periodo la raccolta differenziata paga perché potranno esserci riduzioni in tariffa dovute alla vendita dei materiali raccolti. Il costo sociale nel non fare la differenziata sarebbe enorme, basta vedere cosa succede nei territori a noi vicini».