Sei ha detto stop agli aumenti

Venerdì, 6 Ottobre 2017

Il consiglio di amministrazione di Sei Toscana, dopo una settimana di pressing politico e mediatico, ieri ha discusso e chiarito la questione dell'aumento dei compensi per gli amministratori. Come anticipato due giorni fa, è stato deciso di fare un passo indietro, cioè di non apportare alcun cambiamento all'attuale remunerazione degli incarichi percepiti dai consiglieri, dal presidente e dall'amministratore delegato. Il cda era stato convocato appositamente dal presidente Roberto Paolini proprio per affrontare quanto deliberato nell'assemblea dei soci lo scorso 11 settembre. Il consiglio ha ritenuto opportuno richiedere ai soci di esprimersi attraverso una nuova delibera. La palla quindi torna all'assemblea.In una nota Sei Toscana precisa che le cifre circolate in questi giorni sono inesatte. «Il budget massimo per i compensi agli amministratori è fissato attualmente in 180.000 euro all'anno, non 300.000 come riportato (non dal Tirreno - ndr) e che ne sono effettivamente utilizzati 160.000». L'aumento previsto con la delibera che ha innescato il polverone sarebbe stato nell'ordine dei 120.000 euro. I compensi sono così strutturati: 50.000 per il presidente (che al momento della nomina ha rinunciato al previsto rimborso spese forfettario), 29.000 per l'amministratore delegato, 36.000 complessivi per i vicepresidenti (18.000 a testa). Ci sono inoltre i gettoni di presenza per la partecipazione ai consigli d'amministrazione (300 euro) per ognuno dei membri del cda fino a un massimo di 5.000 ciascuno. Al presidente sarebbe inoltre destinato un premio di 20.000 euro al raggiungimento di determinati risultati, per il quale non è attualmente prevista la corresponsione».Nella comunicazione diffusa dopo il cda di ieri i vertici di Sei Toscana si rivolgono anche al prefetto di Siena: «Precisiamo come in occasione di ogni convocazione degli organi societari, anche in data 28 agosto ultimo scorso, è stata cura della società trasmettere agli amministratori straordinari, cioè ai commissari nominati dall'Autorità nazionale anticorruzione, l'ordine del giorno dell'assemblea dei soci convocata per il successivo 11 settembre, indicando, al punto 3, l' "esame dei compensi dell'organo amministrativo", senza peraltro ricevere dagli amministratori straordinari indicazioni particolari».«Sono soddisfatto - ha affermato a conclusione della riunione il presidente di Sei Toscana, Paolini - che i componenti del cda abbiano sposato questa linea, rimandando ai soci la decisione relativa ai compensi. E' una scelta questa che consentirà ai soci di confrontarsi nuovamente e trovare così un'altra soluzione capace di rispondere in modo adeguato anche alle istanze pervenute in questi giorni dalla componente pubblica della società». Paolini si riferisce alle pressioni e alle prese di posizione dei sindaci, della politica, ma anche dell'opinione pubblica. «Sono dispiaciuto - conclude il presidente di Sei Toscana - degli attacchi che ultimamente abbiamo subito, ma l'obiettivo rimane quello di lavorare duramente per garantire lo svolgimento quotidiano del servizio sul territorio, avvalendosi della professionalità e delle competenze dei mille dipendenti della società».

Fonte