Multiutility buone se efficienti

Martedì, 1 Ottobre 2019

È una buona notizia che i Comuni si interroghino sulle prospettive delle proprie aziende di servizio pubblico, come ha fatto il sindaco di Firenze Dario Nardella. Il sistema delle utilities toscane ha seguito in questi ultimi anni un deciso percorso di crescita e rafforzamento. Si sono costruiti poli industriali mono e pluriservizio, sempre multicomunali, pubblici o misti: nell’energia, nell’acqua, nei rifiuti, nel trasporto. È tempo, tuttavia, di guardare, come suggerisce Fabio Galati nel suo editoriale di domenica, ai prossimi 20 anni.Consapevoli che le strategie societarie sono prerogative dei soci. L’importante è che siano funzionali a piani industriali chiari. La domanda è: di che utilities abbiamo bisogno? Una volta condiviso si può disegnare il miglior progetto societario.Consapevoli che i cittadini sono al centro dei nostri servizi pubblici, tutti. A loro vanno garantiti servizi di qualità, a costi efficienti, con prezzi trasparenti, erogati in modo tempestivo ed intelligente, sfruttando appieno tutte le tecnologie smart. Politiche e organizzazione dei servizi vanno sempre di più condivise, per questo servono aziende orientate al consumatore, capaci di ascoltare l’evoluzione della domanda, capaci quotidianamente di comunicare.E consapevoli che siamo all’inizio della rivoluzione “verde”. La sfida è quella del clima e dell’energia, dell’economia circolare, della mobilità. Tutti temi per cui le utilities sono centrali. Per questo servono aziende ben capitalizzate, forti finanziariamente, dotate di risorse umane giovani e competenti, con capacità di ricerca ed innovazione gestionale e tecnologica. Sono due ottimi motivi per pensare ad un assetto societario più adeguato a queste sfide, più avanzato. Senza innamorarci di un modello, ce ne sono tanti: integrazioni di settore a scala regionale, multiservizi a scala metropolitana, gestioni pubbliche, quotate. Le scelte societarie ed organizzative saranno conseguenza del piano industriale. Ma è tempo di farlo.L’autore è presidente di Confservizi Cispel Toscana

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