“Si fa presto a dire rifiuti”. Pianificazione e regolazione. Un bilancio dell’esperienza toscana

Giovedì, 12 Febbraio 2015

L’ATO Toscana Sud è stato il primo in Toscana ed anche in Italia a portare a termine la gara per aggiudicare la gestione unica del ciclo dei rifiuti. E’ dunque un modello importante ed un laboratorio interessante dal punto di vista dell’integrazione di tre territori, con esperienze diverse e problemi differenti, e dell’aggregazione delle imprese che in quest’area vasta avevano in precedenza svolto il servizio di igiene urbana. Il bilancio di questa esperienza è stato fatto nel corso della seconda tavola rotonda del convegno “Si fa presto a dire rifiuti” condotta da Piero Meucci e cui hanno partecipato il direttore dell’Autorità d’ambito Toscana Sud, Andrea Corti, i Sindaci di Siena e Grosseto, Bruno Valentini, che è anche presidente della Commissione politiche ambientali dell’Anci ed Emilio Bonifazi, anche in veste di Presidente dell’Assemblea dell’ Ato Toscana Sud, assieme a Simone Viti presidente di Sei Toscana, Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana e l’assessore all’Ambiente ed energia della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini. Un bilancio da tutti valutato positivo anche se molte sono state le difficoltà per raggiungere questo traguardo e ancora molte sono “le aree di miglioramento” come le ha definite il Sindaco di Grosseto e Presidente dell’Assemblea dell’Ato Sud, Emilio Bonifazi, che ha evidenziato, così come il Sindaco di Siena, Bruno Valentini, “la difficoltà per i Comuni nel dover svolgere il ruolo di regolatori da una parte e di soci dell’azienda dall’altra”. L’impresa non è stata facile nemmeno per l’Ato Toscana Sud, dove “le difficoltà incontrate - ha detto il Direttore Andrea Corti - si possono riassumere nel dover portare a sintesi, discutendo tra soggetti diversi, obiettivi comuni quali le capacità d’investimento, la complessità impiantistica o gli obiettivi di raccolta differenziata”. L’esperienza ad un anno dall’avvio della gestione, “si può dire del tutto soddisfacente dal punto di vista dell’azienda - ha detto Simone Viti, Presidente di Sei Toscana- perché si è riusciti a mettere assieme situazioni diverse, diventando una vera azienda con caratteristiche industriali. Adesso, dobbiamo fare uno sforzo collettivo con l’Ato e, quindi con i Comuni, per lavorare secondo un nuovo schema, differente dal passato, per superare le frammentazioni e le disomogeneità che ancora esistono e raggiungere l’obiettivo comune che è l’ottimizzazione del servizio a costi contenuti”.  Positivo il bilancio anche per Alfredo De Girolamo, Presidente di Cispel Confservizi Toscana: “La Toscana è il banco di prova nazionale della gestione dei rifiuti urbani per ambiti territoriali ottimali e tramite gare per la concessione o il partner privato, dopo l'Ato Sud si stanno completando gli affidamenti nell’Ato Centro e nell’Ato Costa. Abbiamo in Regione anche un contesto normativo positivo – ha detto De Girolamo– ma occorre migliorare la regolazione nazionale del settore, con l’istituzione di un’Autorità nazionale come negli altri servizi, la definizione della tariffa puntuale e la ridefinizione del ruolo del sistema Conai. Ci attendiamo dal Governo, in un prossimo provvedimento, incentivi alle aggregazioni e alle quotazioni in Borsa, in modo da creare poli industriali forti capaci di fare investimenti e raggiungere importanti obiettivi ambientali”. A chiudere la tavola rotonda, l’intervento dell’Assessore all’ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini, che in merito alla possibilità di individuare un unico Ato regionale per la gestione dei rifiuti, ha ricordato i motivi della scelta di suddividere il territorio regionale in tre ATO con altrettante Autorità d’ambito, che ancora secondo l’Assessore rimane la soluzione migliore. “Quella scelta fu fatta – ha detto la Bramerini - perché abbiamo ritenuto che ancora non vi fossero le condizioni per un Ato unico regionale e credo che ancora queste condizioni non vi siano. Ritengo sia necessario attendere che il processo avviato con i tre Ato si porti a conclusione, in particolare per la completa autosufficienza impiantistica e il superamento delle frammentazioni e che al momento che il percorso sarà chiuso si dia il tempo di far sedimentare l’organizzazione dei tre ambiti. Sul tema della regolazione ben venga un’Autorità nazionale e la Toscana può anche candidarsi per esserne la sede, ci avevamo provato anche per le risorse idriche ma abbiamo visto poi come è andata.”

Qui i video degli interventi.

Qui la galley con le foto del convegno.