Rifiuti, spreco alimentare e buoni propositi per l’anno nuovo

Giovedì, 8 Gennaio 2015

“L’Epifania ogni festa se la porta via” recita il famoso detto popolare ma i rifiuti invece restano. Sarebbero circa 33mila le tonnellate di scarti alimentari prodotti nel solo giorno di Natale dalle tavole degli Italiani, secondo Was, il centro studi di Althesys che si occupa di rifiuti e riciclo. In Europa i dati sullo spreco di cibo riferiti all’anno appena concluso, ammontano a oltre 100 milioni di tonnellate/anno, secondo quanto riferito dalla Commissione Europea (DG Health and Consumers), da cui vanno escluse le perdite nella produzione agricola e i quantitativi di pesce rigettato in mare. In particolare i quantitativi di rifiuti agroalimentari sono ripartiti tra trasformazione industriale 39%, ristorazione 14%, distribuzione 5%, consumo domestico 42% (circa 38 milioni di tonnellate, pari a circa 76kg per abitante/anno). Davvero uno spreco su cui sta lavorando assiduamente la FAO, che dal 2011 ha lanciato “Save Food”, la campagna globale che punta a ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo pari a 1.3 miliardi di tonnellate ogni anno per un valore stimato attorno ai mille miliardi di dollari l’anno. I dati raccolti dalla FAO parlano di un terzo del cibo prodotto a livello mondiale buttato o perso, per un ammontare di quasi 680 miliardi di dollari nei paesi industrializzati e a circa 310 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo. Le perdite alimentari globali annue e il cibo che finisce nei rifiuti sono pari a circa il 30% per i cereali, il 40-50% per le radici coltivate, frutta e verdura, il 20% per  semi oleosi, carne e prodotti lattiero-caseari e il 30% per i pesci. Solo in Italia lo spreco alimentare è valutato attorno a 8,1 miliardi di euro annui, con circa 1,4 milioni di tonnellate di produzione lasciata nei campi (circa il 3% della produzione agricola nazionale); 2 milioni di ton perse nella produzione industriale; 300.000 nel reparto del commercio. «Se si riuscisse a recuperare anche solo un quarto del cibo che attualmente va perso o sprecato a livello globale – sottolinea il coordinatore di Save Food, Robert van Otterdijk - sarebbe sufficiente a sfamare 900 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame». Anche la Commissione Europea ha dato il suo appoggio alla campagna con l’obiettivo dichiarato di dimezzare lo spreco di cibo commestibile entro il 2020 e per questo motivo esorta tutti a sentirsi coinvolti nel raggiungere questo importante traguardo: le famiglie, le scuole, le associazioni, i club sportivi, gli amministratori pubblici così come le catene della grande distribuzione e quelle alberghiere.