Rifiuti in calo anche nel 2013: l’Ispra fotografa l’Italia nel suo rapporto annuale. In Toscana ancora troppi rifiuti pro capite.

Giovedì, 31 Luglio 2014

Qualità dell'aria e delle acque marine, sfruttamento del territorio, inquinamento acustico e rifiuti: l'Ispra ha pubblicato l'Annuario dei dati ambientali e il Rapporto Rifiuti che descrivono le condizioni ambientali del nostro Paese. Tra le numerose informazioni contenute nei due report, si conferma il calo costante della produzione dei rifiuti in Italia anche a causa della crisi economica. Nel 2013, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a circa 29,6 milioni di tonnellate, facendo registrare una riduzione di quasi 400 mila tonnellate rispetto al 2012 (-1,3%). Tale contrazione, che fa seguito ai cali già registrati nel 2011 e nel 2012, porta a una riduzione complessiva di circa 2,9 milioni di tonnellate rispetto al 2010 (-8,9%). Anche relativamente alla produzione pro capite si osserva, tra il 2012 e il 2013, una riduzione a livello nazionale di circa 18 kg per abitante, corrispondente a un calo percentuale del 3,6%. Nonostante questo, la Toscana rimane la seconda regione in Italia per quantità di rifiuti prodotti a persona, 596 kg, seconda solo all’Emilia Romagna (625 kg per abitante). I minori valori di produzione si rilevano invece per Basilicata (359 kg) e Molise (394 kg per abitante per anno). Nel 2013, la percentuale di raccolta differenziata è al 42,3% circa della produzione nazionale, facendo rilevare una crescita di oltre 2 punti rispetto al 2012 (40%). Ancora grande la differenza tra Nord (54,4%) e Sud (28,9%), con le regioni centrali a fare da spartiacque (36,3%). A livello regionale, Veneto e Trentino Alto Adige sono le più virtuose con una media di RD del 64%, mentre la Toscana si ferma al 42%. Maglia nera ancora una volta per la Calabria (14,7%) e Sicilia, ferma al 13,4%. L’analisi dei dati 2013 evidenzia che lo smaltimento in discarica è ancora una forma di gestione molto diffusa interessando il 37% dei rifiuti urbani prodotti. Tuttavia, il riciclaggio delle diverse frazioni provenienti dalla raccolta differenziata o dagli impianti di trattamento raggiunge, nel suo insieme il 38,7% della produzione. Il 14,6% del recupero di materia è costituito dalla sola frazione organica da RD (umido+verde) ed il 24,1% dalle restanti frazioni merceologiche. Il 18,2% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito, mentre circa l’1,9% viene inviato ad impianti produttivi, quali i cementifici, per essere utilizzato come combustibile per produrre energia; lo 0,7% viene utilizzato, dopo il pretrattamento, per la ricopertura delle discariche, l’1,7%, costituito da rifiuti derivanti dagli impianti di TMB, viene inviato a ulteriori trattamenti quali la raffinazione per la produzione di CSS o la biostabilizzazione, e l’1,3% è destinato a forme di gestione in siti extranazionali (395 mila tonnellate). Per leggere il rapporto: http://www.isprambiente.gov.it/it.