RAEE: con il nuovo accordo un impulso a migliorare i sistemi di raccolta

Giovedì, 19 Febbraio 2015

L'Italia è ancora molto indietro rispetto agli altri paesi europei in termini di quantità di RAEE raccolti: circa 4 kg all'anno pro-capite, che collocano il nostro Paese al 16° posto nella graduatoria europea, ben distante dagli obiettivi fissati dalla nuova Direttiva RAEE, pari a circa 12 kg/abitante all'anno entro il 2019. Il nuovo accordo sottoscritto da Anci, il Centro di Coordinamento RAEE, i Produttori di Apparecchiature elettriche ed elettroniche e le associazioni delle Aziende di raccolta dei rifiuti, potrebbe però rappresentare un importante stimolo al miglioramento della situazione italiana. L’accordo prevede infatti un fondo per il triennio 2015-2017 con un contributo annuo minimo garantito di 1,3 milioni euro, fino a un tetto massimo di 2,5 milioni di euro annui. La novità importante - sottolineano i firmatari - è rappresentata dal fatto che il 50% del fondo sarà destinato alla realizzazione di nuovi Centri di raccolta, pertanto saranno attivati dei bandi annuali per selezionare i progetti meritevoli di finanziamento. Il nuovo Accordo oltre a confermare le caratteristiche di gratuità e universalità del servizio di ritiro, introduce anche un ulteriore premio incrementale (13 euro in più per ogni tonnellata) per i Centri di raccolta che si sono distinti per aver recuperato quantitativi di RAEE maggiori rispetto alla media del 2013 e del 2014. “Ai Comuni – spiega Filippo Bernocchi, delegato dell’Anci per il settore Energia e Rifiuti - saranno destinate di fatto maggiori risorse e lo sforzo congiunto dei Comuni-aziende, dei Sistemi collettivi e dei produttori sarà dedicato a promuovere la realizzazione di nuovi centri di raccolta per i RAEE, nonché per l’adeguamento dei centri oggi presenti sul territorio”. “Ci attiveremo – ha aggiunto- affinché siano realizzate le opportune attività di comunicazione e informazione per Comuni e cittadini”. Ma quanto sono informati i cittadini sul corretto conferimento di questa tipologia di rifiuti, ormai sempre più presenti nelle nostre case? Una recente indagine online, condotta su un campione di circa 2.500 consumatori italiani da Adiconsum, l'Associazione per la Difesa dei Consumatori e dell'Ambiente, e da Ecodom, il principale Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, è emerso che il 70% degli intervistati sa dare una definizione corretta di RAEE e il 90% dichiara di sapere che è obbligatorio fare la raccolta differenziata anche di questi rifiuti, mentre non sono abbastanza consapevoli rispetto al possibile inquinamento prodotto se non correttamente trattati. Dall’indagine emerge inoltre che la gran parte degli intervistati (il 74%) si avvale delle isole ecologiche o dell’azienda (26%) per disfarsi di grandi elettrodomestici. Rispetto ai piccoli rifiuti elettronici, il 90% degli intervistati dichiara di portarli all’isola ecologica mentre il 10% dice di conferirli assieme ai rifiuti indifferenziati. Tra gli intervistati il 60% è a conoscenza della possibilità di poter conferire i RAAE a un rivenditore, in caso di acquisto di un nuovo piccolo elettrodomestico (modalità cosiddetta “uno contro uno”, in vigore da giugno 2010) ma il 51% del campione non ha mai utilizzato questo servizio e il 22% solo una volta. Nessuno pare, invece, essere al corrente che adesso è possibile conferire i rifiuti di piccoli elettrodomestici anche nel caso che non si voglia acquistare nessun nuovo apparecchio elettronico. Questa eventualità, detta “uno contro zero” è una norma introdotta dal mese di aprile 2014 che  pone l’obbligo da parte dei rivenditori (con negozi che hanno una superficie superiore ai 400 mq) di ritirare RAEE di piccolissime dimensioni, anche in assenza di un nuovo acquisto.