Il Piccolo non è più Principe? Il mondo dei servizi pubblici locali in Italia protagonista di un convegno a Roma

Giovedì, 16 Ottobre 2014

Legge di stabilità, aggregazioni, razionalizzazione delle partecipate e ruolo del Mezzogiorno. Sono questi i temi principali affrontati lo scorso martedì a Roma nel convegno “Utilities: il Piccolo non è più Principe? Energia, acqua, rifiuti e infrastrutture: i servizi pubblici locali alla sfida della crescita”, organizzato da Astrid, Fondazione Mezzogiorno Europa e Federutility, in collaborazione con Acea. Una giornata di confronto su alcuni temi chiave per il settore dei servizi pubblici, che in Europa costituisce una leva strategica per la crescita economica e la dimensione occupazionale, mentre in un’Italia a tre velocità si registrano ancora ritardi e inefficienze.  Particolarmente dibattuto il tema delle aggregazioni che sono considerate ormai una strada ineludibile e che, se ben articolate e programmate, potrebbero risolvere alcuni ritardi atavici dell’Italia, permettendo di recuperare terreno rispetto. Servono però alcune garanzie perché questo processo possa andare avanti. «Per attrarre investimenti – secondo Claudia Fornaro di Mediobanca – il quadro regolatorio e normativo e la governance delle società devono essere chiari». E le norme al riguardo «sono pronte» ha sottolineato il viceministro allo Sviluppo, Claudio De Vincenti. Per il presidente di Cassa Depositi e Prestiti e di Astrid, Franco Bassanini «Il processo di aggregazione deve essere accompagnato da politiche pubbliche incentivanti e da scelte coerenti nella definizione del contesto in cui il processo deve svilupparsi». «Tra le misure imprescindibili – ha continuato Bassanini- rientra in primis la rimozione dei disincentivi esistenti, il mantenimento delle concessioni in essere che è condizione indispensabile per rendere appetibile una società; meccanismi di verifica indipendente e, se necessario ed opportuno, adozione di correttivi per il mantenimento dell'equilibrio economico finanziario del nuovo soggetto; neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione, lato azienda, e neutralità rispetto al patto di stabilità dei proventi e delle relative spese derivanti da tali processi, lato ente proprietario». Per le aziende che le aggregazioni le hanno già fatte o si preparano a farle «devono essere sostenute da un progetto industriale che generi sinergie, valore per azionisti e servizi più efficienti per i cittadini». Nel panorama delle aggregazioni, non solo toscano, Sei Toscana può essere definita pioniera, avendo dato luogo ad un processo che ha portato le diverse aziende impegnate nel servizio di igiene urbana nei cento comuni delle province di Arezzo, Grosseto e Siena a dare vita ad una nuova società, già impegnata dunque in quel percorso ritenuto inevitabile dato che, come ha ribadito Franco Bassanini, «solo le imprese con dimensioni adeguate possono compiere il salto di qualità» con la raccomandazione «che anche le istituzioni pubbliche, sia a livello centrale che locale, facciano la loro parte, agevolando l’ordinato ritiro della politica dalla gestione delle imprese pubbliche e il contestuale rafforzamento della sua capacità di controllo».