Nuovi criteri “verdi” per gli appalti pubblici. Pubblicato il decreto ministeriale.

Anche la regione Toscana chiede “un cambio di passo”

Venerdì, 28 Febbraio 2014
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E’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell’ambiente che stabilisce i nuovi criteri ambientali minimi da applicare negli appalti pubblici. Il minor «costo ambientale» dei prodotti lungo l’arco del loro ciclo di vita («Life cycle costing») sarà il parametro di riferimento su cui fondare  le gare di appalto delle pubbliche amministrazioni. Una spinta significativa verso una gestione più ecosostenibile degli appalti visto che all’originario dlgs 163/06, che chiedeva alle p.a. di fondare le gare su criteri ambientali «ogniqualvolta sia possibile», si aggiunge un parametro di riferimento più preciso e maggiormente “green”.

Il criterio di aggiudicazione dell’appalto coincidente con il «prezzo più basso» viene così messo in secondo piano a vantaggio, appunto, di quello fondato sul rapporto «costo/efficacia» nel cui numeratore dovrà pesare il «costo del ciclo di vita del prodotto». Secondo le nuove disposizioni il costo dovrà comprendere due voci: costi diretti e costi indiretti. I primi sono quelli sostenuti dall’Amministrazione in relazione all’acquisizione, utilizzo (tra cui consumo energetico), manutenzione e gestione a fine vita (tra cui raccolta e riciclaggio) dei prodotti. I costi indiretti invece sono quelli imputati a esternalità ambientali, come quelli relativi all’abbattimento dei gas serra generati da fabbricazione e utilizzo, alla gestione delle altre sostanze inquinanti rilasciate ed all’attenuazione dei cambiamenti climatici. Gli uffici pubblici dovranno quindi acquistare in via prioritaria beni e servizi dal più basso costo ambientale, calcolato lungo l’intero arco di vita, ossia dalla loro produzione alla gestione come rifiuti, una volta giunti a fine vita. Un indirizzo preciso che, se rispettato, potrebbe garantire un ritorno in termini non solo economici ma anche ambientali, su cui punta anche la regione Toscana. “Con le norme e gli incentivi regionali proviamo a far fare un cambio di passo e mentalità” ha sottolineato l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, intervenendo al convegno sulla produzione e sugli acquisti sostenibili promosso dalla Scuola Emas Ecolabel Toscana, che si è svolto a Firenze il 25 febbraio. “Un cambio di mentalità e impostazione – sostiene Bugli – è quello che dovrebbe ad esempio farci guardare non al semplice costo di acquisto di un oggetto ma al costo complessivo, che tenga conto dunque dell'impatto e delle politiche per l'ambiente”. La Toscana non parte da zero, ha infatti da tempo  una legge specifica sugli appalti che spinge sugli acquisti verdi. “Dobbiamo avere il coraggio di fare un monitoraggio serio – ha concluso Bugli – e aiutare lo sviluppo di un industria del riuso forte sul territorio, capace di investimenti importanti, con un fatturato in grado di assicurare ricerca, innovazione e formazione e questo non può prescindere da un rafforzamento, ad esempio, delle aziende di pubblico servizio che si occupano della raccolta e trattamento dei rifiuti”.