Milleproroghe: in vigore dal 1° marzo la legge di conversione con i nuovi termini per lo smaltimento in discarica e per il Sistri

Giovedì, 12 Marzo 2015

Con l’approvazione della legge di conversione, il decreto legge 192 del 31 dicembre 2014, il cosiddetto Milleproroghe, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore dal 1° marzo. Con un doppio atto di fiducia in Parlamento si è dunque chiuso il cammino del provvedimento di proroga dei termini che riguardano diverse discipline, tra cui i rifiuti, contenuti sia nella stesura originale del decreto che nelle modifiche apportate nel primo passaggio alla Camera dei Deputati. È stata quindi confermata la proroga al 31 dicembre 2015 come termine per porre in atto il divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti con un potere calorifico inferiore (Pci), oltre i 13.000 kJ/Kg e rinvia inoltre di un anno - dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2015 - il termine iniziale di operatività del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) e i relativi adempimenti e gli obblighi per il trasporto dei rifiuti pericolosi. In pratica, per tutto quest’anno resta in vigore il regime transitorio, durante il quale valgono i vecchi adempimenti in materia di gestione dei rifiuti, registri di carico e scarico, trasporto. Con la conversione in legge del Milleproroghe sono anche rimandati al prossimo 1 aprile 2015 (dal precedente termine del primo febbraio) i termini  per le sanzioni previste in caso di mancata iscrizione e per l’omesso pagamento al sistema Sistri. La proroga dei termini per il divieto in discarica dei rifiuti con Pci superiore ai 13.000 kJ, secondo il legislatore, si è resa necessaria perché a distanza di oltre 10 anni dall’approvazione della legge di recepimento della Direttiva Discariche (il D. Lgs. n. 36/2003 che prevedeva come termine iniziale il dicembre 2007, poi prorogato al dicembre 2012) sussiste ancora a livello nazionale una inadeguata dotazione impiantistica alternativa allo smaltimento in discarica. Nel frattempo vi sono stati interventi, da parte del Ministero dell’Ambiente, per chiarire le diverse interpretazioni date alla normativa europea, che non prevede il divieto di smaltimento in discarica purché i rifiuti vengano sottoposti ad adeguati trattamenti. Nel 2009 l’allora ministro Stefania Prestigiacomo, con una circolare “pro tempore”, aveva definito come trattamento ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica anche la tritovagliatura, e stabilito che la “raccolta differenziata spinta” in determinate condizioni poteva essere considerata un trattamento ai fini del conferimento in discarica. Dopo un intervento da parte della Commissione europea che aveva rilevato la necessità di un trattamento adeguato anche sui rifiuti residuali provenienti da raccolta differenziata e puntualizzato che la tritovagliatura non era sufficiente a soddisfare l’obbligo di trattamento dei rifiuti previsto dalle normative europee, nell’agosto 2013, l’allora ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, aveva emanato un’altra circolare con cui veniva posto l’obbligo di conferire in discarica solo rifiuti sottoposti a trattamento diverso dalla tritovagliatura, comprendendo anche i rifiuti che residuano dalla selezione dopo la raccolta differenziata. Adesso viene dunque concesso un altro anno per dare tempo al sistema di gestione dei rifiuti per adeguarsi.