Lo stato dell’ambiente in Toscana: dal 2011 diminuisce la produzione di rifiuti urbani

Giovedì, 26 Marzo 2015

Una versione molto agile quella dello Stato dell’Ambiente in Toscana , disponibile online sul sito di Arpat, arricchita dalla possibilità di collegarsi, per ogni singolo tema trattato, alle principali banche dati, ai documenti pubblicati e alla normativa di riferimento. Le varie tematiche – cui hanno lavorato per l’elaborazione dei dati Regione, Arpat, Arrr, Ars, Irpet e Lamma – sono descritte secondo uno schema comune predefinito, che utilizza il modello degli indicatori DPSIR (Driving forces, Pressure, State, Impact) a cui si aggiungono tabelle, grafici e mappe con i dati puntuali. Per ogni paragrafo sono inoltre presenti due box che contengono, rispettivamente, un commento agli indicatori e ai trend e alcune considerazioni generali con la descrizione delle azioni intraprese. «Sfogliando le pagine – ha osservato l’Assessore all’ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini – si nota un miglioramento generale delle varie matrici ambientali. È un segno che ci conforta e dimostra che abbiamo lavorato». Il capitolo dedicato ai rifiuti mette in evidenza che vi è stato un disaccoppiamento tra produzione di rifiuti urbani (RU) e PIL nel periodo 2011-2012: nel 2011, con una diminuzione degli RU a fronte  del leggero aumento del PIL; nel 2012, con il PIL che diminuisce ai livelli del 2009, mentre gli RU diminuiscono, comunque, in misura molto maggiore. In generale si legge una riduzione della produzione complessiva dei rifiuti (urbani e speciali) con una flessione, per i RU, pari al 10,8% rispetto al dato del 2010 (5,6% nel 2011; 4,2% nel 2012 ; 1,5% nel 2013). In modo analogo è diminuito il dato pro capite che nel 2012 si è ridotto di 31Kg/abitante, rimanendo comunque tra i valori più alti su scala nazionale. L’andamento al ribasso della produzione totale di rifiuti urbani rispecchia principalmente quello della frazione indifferenziata, mentre le raccolte differenziate hanno subito variazioni contenute, sia in termini assoluti che pro capite, con un incremento pari al 6,96% nel triennio considerato. L'andamento in diminuzione della produzione dei rifiuti urbani totali e in particolare della frazione residua è considerato un dato positivo seppure – si precisa – legato in gran parte al perdurare della crisi economica e alla conseguente contrazione dei consumi. L’analisi della gestione dei rifiuti urbani indica che la percentuale di smaltimento in discarica è rimasta quasi costante fino al 2012, attorno al 36%, seppure accompagnata dalla diminuzione dei quantitativi assoluti, mentre nel 2013 si è attestata al 29% diminuendo di circa 8 punti percentuali a favore del trattamento meccanico e meccanico-biologico che ha raggiunto il 63%. Costante nel triennio è rimasta anche la percentuale dei rifiuti avviati ad incenerimento (8%). Nel commento ai dati si sottolinea la forte attenzione che la Regione Toscana ha sempre posto alla gestione dei rifiuti, anche se si ammette che “il sistema è ancora fortemente incentrato sui conferimenti in discarica”  e che “sono rimasti inattuati alcuni importanti impianti strategici per il funzionamento dell’intera filiera”, ravvisando dunque la “necessità da dare una forte accelerazione al riciclo e al recupero”. Ed è proprio da questi presupposti che nasce il nuovo Piano regionale di gestione dei Rifiuti e Bonifica dei siti inquinati approvato a novembre 2014 “che vuole imprimere la svolta necessaria a garantire la riconversione del sistema verso obiettivi di recupero, di riciclo e di smaltimento (70% RD, 20% incenerimento e 10% discarica), in un quadro di autosufficienza e autonomia gestionale del ciclo integrato dei rifiuti, considerando per quanto di competenza anche i rifiuti speciali”.

Qui la relazione sullo stato dell’ambiente in Toscana 2014.