La UE detta la linea: ecco i piani di prevenzione rifiuti dei paesi europei

Giovedì, 26 Febbraio 2015

La prevenzione è una delle priorità nella politica di gestione dei rifiuti dell’UE, in grado di determinare potenziali benefici ambientali ed economici. Proprio per questo motivo, tramite la direttiva 2008/98/CE, è stato chiesto ai paesi europei di predisporre piani di prevenzione indicando come intendono ridurre la mole di rifiuti che ancora oggi vengono prodotti. Quasi un anno dopo rispetto al termine di presentazione dei programmi nazionali all’UE, l’EEA, l’Agenzia Europea per l’ambiente, ha predisposto un primo monitoraggio, confrontando i programmi adottati da venti paesi europei ed evidenziando differenze e somiglianze nelle scelte effettuate a livello nazionale per ridurre i quantitativi di rifiuti generati. Monitoraggio che evidenzia come siano più le differenze che le somiglianze fra i diversi piani, segno evidente di un diverso approccio al problema rifiuti da parte degli stati membri. Ad esempio, alcuni programmi sono dedicati specificatamente alla riduzione dei rifiuti, altri invece sono ricompresi in piani di portata più generale, come nel caso dei Paesi Bassi, che hanno inserito il loro programma all’interno del  piano di strategia economica nazionale. Tra le altre differenze, si va dalla durata temporale, alle modalità di coinvolgimento degli stakeholders o all'indicazione delle risorse finanziare necessarie a dare attuazione ai singoli piani. Variano anche gli obiettivi generali di prevenzione, nella metà dei documenti esaminati si parla di disgiungimento del legame tra crescita economica ed impatti ambientali associati alla produzione dei rifiuti, mentre, in altri si tende al raggiungimento di un’economia circolare (Paesi Bassi e Scozia) o all’implementazione di nuovi modelli di business (Inghilterra e Galles), o al miglioramento dei materiali (di riduzione delle sostanze nocive) e ad un uso più efficiente delle risorse naturali (Portogallo). Manca univocità anche nell'individuazione dei settori economici e produttivi maggiormente interessati alla prevenzione dei rifiuti, con solo tre Paesi (Germania, Paesi Bassi e Spagna) che li includono tutti. Molte dunque (forse troppe) le differenze, ma qualche elemento in comune esiste. La maggior parte dei programmi di prevenzione, ad esempio, menziona l’obiettivo del “disaccoppiamento” tra produzione dei rifiuti e crescita economica e fa riferimento alla necessità di attivare buone campagne di informazione e sensibilizzazione per raggiungere l’obiettivo della prevenzione. Secondo l'EEA i dati attualmente disponibili non consentono ancora una valutazione dei progressi effettivi che ogni paese europeo raggiungerà in questo settore e per questo l’Agenzia  ha chiesto di rivedere, ogni anno, lo stato di avanzamento, completamento ed attuazione dei programmi presentati dai singoli paesi all’UE. I prossimi monitoraggi  dovranno quindi, necessariamente, prendere in considerazione le misure di attuazione ed risultati raggiunti concretamente nella prevenzione dei rifiuti.