L’ASIU cambia passo

Giovedì, 23 Luglio 2015

L’azienda di igiene ambientale ASIU spa, di cui sono proprietari sei comuni della Val di Cornia, Piombino, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto, ha cambiato i vertici societari. L’annuncio è stato dato in una conferenza stampa lo scorso 16 luglio a Piombino, in cui è stato presentato il nuovo consiglio di amministrazione con Valerio Caramassi presidente (con deleghe a strategie, rapporti con la proprietà, relazioni esterne e comunicazione) Carlo Olmo vicepresidente, (con deleghe al passaggio dei servizi di igiene urbana in Sei Toscana, personale, servizi interni ed esterni, rapporti con le organizzazioni sindacali) e Barbara Del Seppia (con deleghe a bilancio, autorizzazioni, normativa, affari legali). L’ASIU controlla anche, in qualità di socio di maggioranza, la società TAP (Tecnologie Ambientali Pulite), che ha realizzato l’impianto di trattamento dei rifiuti siderurgici a Piombino, di cui diventa presidente lo stesso Caramassi, affiancato nel CdA da Giuseppe Bonacina in rappresentanza della Lucchini, e Ilaria Landi.  Le nuove strategie aziendali sono state descritte dal Sindaco di Campiglia, Rossana Soffritti, che ha parlato di due sostanziali appuntamenti per ASIU: il passaggio in tempi brevi  e alle migliori condizioni possibili dei servizi di igiene urbana e raccolta rifiuti in Sei Toscana, gestore unico di ATO sud nel quale i comuni della Val di Cornia hanno scelto di entrare a far parte, ed  il conferimento degli asset impiantistici detenuti da Asiu in Tap, anche attraverso l’aumento di capitale di quest’ultima. Una volta che i due passaggi saranno compiuti il ruolo di ASIU si potrà definire concluso. Un futuro di grande interesse per l’economia del territorio piombinese è invece quello che aspetta la TAP nel campo del riciclo degli scarti industriali provenienti dall’ex acciaieria Lucchini e non solo. «La TAP- ha spiegato Valerio Caramassi - oltre all’impianto in questione, ha nel suo statuto l’ottimizzazione dei flussi di materia dai cicli industriali secondo il principio dell’economia e della produzione circolari, ovvero il riciclo e lo smaltimento in sicurezza della materia non riciclabile. Questa missione di Tap è oggettivamente esaltata dalla nuova fase determinatasi con il recente accordo di Programma stipulato dalle istituzioni nazionali e locali che ha coinvolto fra gli altri l’Autorità portuale, la Lucchini, la Cevital con Aferpi. Su questo vogliamo puntare per l’avvio di una filiera industriale e occupazione del risanamento del pregresso e per favorire il coinvolgimento delle imprese locali, oggi utilizzatrici di materiale vergine, per una parziale e graduale riconversione nel nuovo business ambientale».