Intervista a Nazareno Betti, presidente di Ato Toscana Sud

Giovedì, 5 Giugno 2014

Arezzo, Grosseto e Siena: le tre province che compongono l’ATO Toscana Sud coprono, per estensione territoriale e per utenze servite, oltre la metà dell’intera regione e hanno da gennaio un gestore unico. Qual è la situazione?

L’Ato Toscana Sud è il primo ambito territoriale in cui è stata realizzata la gara per l’individuazione di un gestore unico dei rifiuti. Un passo importante, primo e unico esempio in Toscana e fra i primissimi a livello nazionale, segno che tutte le realtà interessate hanno lavorato bene, rispettando i tempi individuati dalla legislazione in essere. Siamo riusciti ad espletare la gara per primi e credo che questa sia un fatto importante   e che alla lunga porterà benefici ed economie per tutto il territorio. Sotto questo fronte siamo avanti rispetto agli altri ambiti della regione, ma di pari-passo siamo indietro per i dati relativi alla raccolta differenziata e, soprattutto, del riciclo dei materiali raccolti. Al momento raggiungiamo una media di circa il 38% di differenziata, ancora troppo poco, e dobbiamo fare i conti con tre realtà diverse fra loro che hanno esperienze diverse alla spalle e una situazione impiantistica non omogenea. Credo quindi che la prima tappa sia quella di rendere il servizio omogeneo su tutte le province dell’Ato e puntare ad aumentare le percentuali di raccolta differenziata così come viene indicato dalla normativa vigente.

Parlava di differenze tra le tre province riguardo agli impianti, crede sia importante per un gestore poter chiudere il ciclo avendo impianti di proprietà?

Credo che questo sia un difetto di come è stata impostata la gestione unitaria: credo infatti che chi ha il compito di raccogliere i rifiuti, debba poter provvedere anche al loro smaltimento, in proprio. Non permetterlo, così come avviene oggi, genera soltanto costi in più. Mi auguro che  in futuro si possa ripensare l’attuale sistema, prevedendo una unitarietà della gestione di tutto il servizio, dalla raccolta allo smaltimento. Il nostro Ato ha, per fortuna, strutture in grado di chiudere il ciclo all’interno del proprio perimetro territoriale, anche se non tutte di proprietà del gestore unico.

Proviamo a fare un bilancio, anche se provvisorio, dei primi mesi di gestione di SEI Toscana. Che giudizio ne dà?

Costruire una nuova, grande azienda come SEI Toscana non è facile, sono il primo a rendermene conto, ma devo essere sincero e dire che mi sarei aspettato un po’ di più. Avrei voluto vedere un maggiore dinamismo nel suo sviluppo organizzativo e nel presentare i progetti definitivi sulla gestione nei diversi territori, e mi sarebbe piaciuto un contatto più stretto con i Comuni, soprattutto i più piccoli. Con le aziende che gestivano il servizio prima della gara, le amministrazioni comunali avevano un legame diretto e quotidiano. Con l’arrivo di SEI Toscana il rapporto è necessariamente mutato: l’azienda deve comunque impegnarsi a mantenere i contatti con il territorio di riferimento e allo stesso tempo anche i Comuni devono capire che non è più possibile avanzare pretese e richieste come fatto in passato. Ci sono ancora contratti diversi e un servizio troppo frammentato e serve un cambiamento di passo. Detto questo è un dato di fatto che la gestione dei rifiuti è cambiata dopo la gara, ma assicuro tutti che è cambiata in meglio.

Negli ultimi tempi si è discusso molto del corrispettivo e dei costi del servizio, accollando a SEI le responsabilità di presunti aumenti.

Partiamo da due considerazioni: il costo del servizio non può aumentare se non cambia niente rispetto al passato e inoltre il fatto che chi gestisce il servizio non sempre è anche gestore degli impianti genera un aggravio dei costi del sistema. Detto questo, arrivare al 70% di differenziata e 50% di riciclaggio (così come indicato dalla normativa vigente) presuppone investimenti importanti e quindi un aumento dei costi. Da un lato SEI Toscana deve cercare di mitigare al massimo le proprie spese, dall’altro i Comuni devono capire che con la gestione unitaria si deve coprire tutti i costi del servizio e quindi impiegare maggiori risorse finanziare. Sono sicuro che, dopo le divergenze di questi primi mesi, tutto si possa aggiustare e definire con esattezza ma è necessario che tutti collaborino per raggiungere un obiettivo comune.

Qual è l’augurio si sente di fare al gestore unico SEI Toscana e in generale all’Ato Toscana Sud?

Il mio augurio è più che altro un invito: ognuno lavori affinché il servizio sia sempre più unitario ed efficiente, andando a declinare il processo virtuoso di riduzione dei rifiuti. L’individuazione del gestore unico è una strada dalla quale non possiamo tornare indietro, un percorso che porterà benefici per tutti. Bisogna impegnarsi, ognuno per le proprie responsabilità, in modo da trovare al più presto la quadratura del cerchio. Spero che anche i nuovi amministratori che sono stati eletti con le recenti elezioni capiscano l’importanza storica di questo passo. Ci attende un viaggio faticoso, ma i risultati che arriveranno ripagheranno del lavoro svolto.