Impianto di compostaggio di Poggio alla Billa e biodigestore di Terranuova, Sienambiente e SEI Toscana investono nel trattamento della frazione organica.

Giovedì, 3 Luglio 2014

La raccolta differenziata di umido e scarto verde rappresenta il primo settore di recupero di rifiuti urbani in Italia. Lo dice la ricerca realizzata dalla SDA Bocconi School of Management presentata durante il Forum Rifiuti che si è tenuto a Roma lo scorso 18-19 giugno. Dallo studio emerge che nel 2012 in Italia sono state trattate 4,8 milioni di tonnellate di frazione organica, pari al 40% dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, in 252 impianti di compostaggio e 27 impianti di digestione anaerobica. Ad oggi la raccolta dell’umido interessa circa 4.200 comuni italiani, con circa 34 milioni di abitanti coinvolti. Se la raccolta della frazione umida venisse estesa a tutti i comuni italiani, la quantità di materiale raccolto potrebbe quasi raddoppiare, passando a 8,6 milioni di tonnellate e ciò comporterebbe un aumento del numero di impianti di compostaggio e digestione anaerobica (ne servirebbero altri 75). A ciò vanno aggiunti i vantaggi ambientali (la raccolta di 8,6 milioni di tonnellate di organico comporterebbe complessivamente una riduzione delle emissioni annue di CO2 compresa tra 5,3 e 7,7 milioni di tonnellate), e i benefici economici e occupazionali che la filiera dell’organico determina (gli occupati del settore arriverebbero a 3600 addetti). Negli ultimi 20 anni in Italia sono state recuperate negli impianti di compostaggio circa 42 milioni di tonnellate di scarti organici e sono state prodotte circa 15 milioni di tonnellate compost di qualità. La quantità di frazione organica trattata negli impianti di compostaggio è cresciuta di pari passo con l’estensione della raccolta differenziata dello scarto di cucina e dello scarto verde; le due frazioni insieme rappresentano mediamente l’80% degli scarti organici trattati negli impianti di compostaggio. E proprio per incrementare l’utilizzo di questa tecnologia, qualche giorno fa ad Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena, è stato inaugurato il nuovo impianto di compostaggio di Poggio alla Billa che ritorna in attività a conclusione dei lavori di revamping. Con un investimento di 2,8 milioni di euro, il 50% dei quali finanziati dalla Regione Toscana, sono stati realizzati interventi finalizzati a un miglioramento dell’efficienza ambientale e dei processi produttivi. Con il progetto di ristrutturazione elaborato dei tecnici di Sienambiente sono state realizzate le strutture necessarie per poter svolgere in ambiente chiuso e controllato l’intero processo di produzione del compost. In particolare, sono state migliorate le caratteristiche strutturali dell’impianto e potenziati i sistemi di captazione dell’aria per la sua depurazione attraverso il biofiltro, un sistema di filtraggio naturale e degli odori costituito da sostanze organiche di origine vegetale. Anche SEI Toscana intende investire nel ciclo integrato dei rifiuti organici attraverso la costruzione di un biodigestore anaerobico che dovrebbe sorgere a fianco dell’impianto di Podere Rota nel comune di Terranuova Bracciolini (leggi qui per avere maggiore informazioni).