Digestione anaerobica: per la Regione Toscana avanti tutta!

Giovedì, 23 Aprile 2015

L’Arpat e la Regione Toscana, assieme al gruppo di ricerca Waste Valorization Group del Dipartimento di Ingegneria Industriale di Firenze hanno organizzato lo scorso 20 marzo un incontro per analizzare i vari aspetti che riguardano la digestione anaerobica - la pianificazione territoriale, l’applicazione industriale del processo, l’impatto ambientale delle tecnologie diffuse e le innovazioni tecnologiche su cui attualmente lavora la ricerca scientifica – una tecnologia che assume sempre più interesse per la gestione della matrice biodegradabile dei rifiuti solidi urbani. La Toscana, che a dicembre ha approvato il nuovo Piano di gestione dei rifiuti, che ha come obiettivo di raggiungere al 2020 la percentuale del 70% di raccolta differenziata ed il conferimento in discarica solo del 10% dei rifiuti, ha necessità di colmare l’attuale carenza impiantistica per avviare sempre più rifiuti a riciclo e recupero e tenere fede quindi agli obiettivi fissati. In questa prospettiva di medio termine rientrano anche gli impianti di digestione anaerobica che, come ha spiegato Isabella Pecorini dell’Università di Firenze, risultano particolarmente performanti  - sotto tutti gli aspetti – quando prevedono la combinazione della tecnologia anaerobica ed aerobica poste in serie. Impianti di questa tipologia permettono  di ottenere un compost di  qualità superiore rispetto a quello ottenuto da un semplice impianto di compostaggio a fronte di minori impatti ambientali, in particolare delle emissioni odorigene, ed inoltre il biogas che è l’altro prodotto che si ottiene oltre al compost, può essere utilizzato per la produzione energetica di calore e di elettricità, o come combustibile per autotrazione come illustrato da Lorenzo Ferrari del CNR. Le moderne tecnologie di digestione anaerobica rientrano a pieno titolo tra le dotazioni infrastrutturali economicamente sostenibili per il servizio di Gestione Integrata dei rifiuti urbani, ha spiegato Andrea Corti, Direttore generale dell'Autorità per la Gestione Integrata dei rifiuti urbani Toscana Sud. La sostenibilità economica di questi impianti, secondo Corti, è garantita dal controllo sulla qualità dei prodotti conferiti e sulla capacità tecnologica di garantire una corretta separazione degli scarti, pertanto è necessario che il sistema di raccolta debba essere adeguato a svolgere questa separazione. L’ATO Toscana Sud ha in progetto la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica a Terranuova Bracciolini da porre in serie al preesistente impianto di compostaggio, per la frazione organica dei rifiuti urbani da raccolta differenziata. Il progetto preliminare basa i suoi presupposti sul Piano Provinciale per la gestione dei rifiuti della Provincia di Arezzo e sul Piano Straordinario che ha definito una previsione di fabbisogno di trattamenti, nell'ambito di un complessivo incremento della raccolta differenziata entro l'area aretina, che rende necessaria la dotazione di una unità ulteriore rispetto alle attuali disponibilità impiantistiche. La realizzazione in tempi brevi in Toscana di impianti di digestione anaerobica è stata auspicata da Claudio Bondi di ARPAT rilevando come tali impianti, già ampiamente diffusi in Europa e nelle regioni del nord Italia settentrionale, non abbiano invece ancora trovato una adeguata rappresentazione sul nostro territorio regionale.