“Anche Sei Toscana interessata al progetto Rimateria”. L’amministratore delegato della società, Eros Organni, apre al progetto presentato da Caramassi

Giovedì, 24 Settembre 2015

Sei Toscana pronta a prendere parte al progetto Rimateria. “Riteniamo – commenta Eros Organni, amministratore delegato della società – che il progetto presentato da Caramassi sia molto interessante, perché potrebbe rappresentare un’occasione di sviluppo per il territorio e le imprese che vi operano”. Lo statuto di Rimateria (a differenza di quanto previsto da quello dell’ex Tap) ha tolto il vincolo del 51% di capitale pubblico, pur non rinunciando alla sua funzione di controllo; ad oggi le quote sono per il 75,1% detenute da Asiu, e per il 24,9% intestate alla ex Lucchini. “Andiamo verso il riciclo – aveva annunciato l’ad di Rimateria, Valerio Caramassi – aprendo ai privati. Nei giorni scorsi, Cave di Campiglia e la Seal di Livorno si erano dichiarati interessati, a queste due realtà si aggiunge oggi anche Sei Toscana, il gestore unico dei rifiuti delle province di Arezzo, Siena e Grosseto che tra l’altro – fra poche settimane – avvierà la gestione dei rifiuti anche nei sei comuni della Val di Cornia. Noto l’avvicendamento con l’Asiu, che sta procedendo. E ora l’azienda, oltre alla gestione dei rifiuti per il territorio, con Rimateria si apre anche al riciclo. “Sei Toscana, grazie alla sua specifica compagine societaria che conta anche su cinque soci industriali, oltre che al legame stretto con il territorio, potrebbe rappresentare – conclude Organni – il partner ideale per la riuscita di questo piano. Grazie all’esperienza, al know how e alle qualifiche proprie dei suoi soci industriali infatti, si potrebbero realizzare quelle sinergie utili a creare una filiera produttiva competitiva in materia di riciclo. Per questo motivo confermiamo la disponibilità della società ad approfondire ogni aspetto legato al progetto presentato da Caramassi, con l’augurio che si possa trovare al più presto un’intesa utile a rilanciare l’economia del territorio e, allo stesso tempo, capace di intervenire in modo concreto nella bonifica e salvaguardia dell’ambiente della Val di Cornia attivando percorsi virtuosi di valorizzazione della materia”.