Diserbanti proibiti. Sacra vince il ricorso. Il Tar accoglie le sue ragioni e condanna l’ente pubblico a pagare 2000 euro

Capalbio, il Comune vieta l’uso di fertilizzanti agricoli e l’azienda si oppone

Venerdì, 12 Settembre 2014

Sacra vince il ricorso contro il Comune di Capalbio. La Sacra, azienda agricola che si estende per 1050 ettari, aveva fatto ricorso contro una delibera del consiglio comunale di Capalbio risalente al luglio 2008 con la quale si approvava il piano strutturale comunale vietando in maniera assoluta l’uso di diserbanti e fertilizzanti chimici nello svolgimento dell’attività agricola. La delibera era stata impugnata perché, da un punto di vista giuridico, non sembrava che il piano strutturale potesse prevedere una norma ambientale come quella prevista e, inoltre, il piano strutturale prevedeva non un divieto assoluto bensì una diminuzione degli apporti inquinanti. Vietare in maniera assoluta l’uso di fertilizzanti e diserbanti chimici avrebbe voluto significare, per Sacra, non svolgere l’attività agricola. L’azienda nonostante sia attenta al tema del rispetto ambientale aveva però fatto presenti le ricadute negative che la prescrizione avrebbe potuto avere. Un divieto che non prevedeva nemmeno una distinzione qualitativa e quantitativa sui fertilizzanti da usare che risultava limitare la libertà di impresa. Il Comune di Capalbio, comunque, non si è mai costituito in giudizio e le controdeduzioni presentate si sono limitate a dire che «il divieto era connesso alle prescrizioni impartite dal Comitato di tutela delle acque del lago di Burano». In realtà, da uno studio effettuato dall’Arpat emergeva che le maggiori percentuali di azoto e fosforo, elementi essenziali delle sostanze chimiche usate in agricoltura, fossero riscontrabili nelle acque di scarico del depuratore e non nelle acque che provenivano dall’azienda. Il Tar ha accolto il ricorso dell'azienda condannando il Comune di Capalbio a pagare 2000 euro.