Premiati gli alberi delle frazioni decorati con prodotti riciclati

Venerdì, 24 Gennaio 2020

Nelle frazioni di Grosseto sono state realizzate, durante le festività, decorazioni natalizie create interamente con prodotti riciclati. Il progetto è stato ideato dall'assessorato all'ambiente del Comune di Grosseto e proposto ai cittadini delle frazioni in occasione della presentazione delle isole ecologiche informatizzate. L'obiettivo è stato quello di limitare il taglio degli alberi, ricreando la forma del tradizionale abete natalizio con materiale sostenibile e riciclato. A fine progetto sono stati 3 gli alberi premiati: Istia, Alberese e Marina di Grosseto. Ogni finalista riceverà in premio dal Comune una panchina fatta interamente in plastica riciclata, la cui ubicazione verrà decisa dalla popolazione che abita e vive la frazione. Il primo posto spetta all'albero di Istia, il più grande dei 3, collocato nella piazza principale insieme ad altre decorazioni natalizie. La presenza dell'imponente albero costituito interamente da pancali di legno nel cuore del paese vuole lanciare un messaggio importante di sostenibilità. Il secondo posto spetta ad Alberese: l'iniziativa ha coinvolto i ragazzi della scuola ed i genitori che hanno contribuito all'istallazione dell'albero nella sala della Proloco insieme a tutta la comunità. Il progetto è stato inoltre documentato dai ragazzi. Il terzo posto va alla scuola materna di Marina di Grosseto: i ragazzi, insieme con i genitori e gli insegnanti, hanno realizzato sia l'albero di Natale che il presepe con bottiglie di plastica. «Siamo felici che progetti come questi siano fortemente sentiti dalla comunità - affermano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l'assessore all'Ambiente Simona Petrucci - Il coinvolgimento dei ragazzi delle frazioni è importante perché queste iniziative aiutano a veicolare messaggi di sensibilizzazione verso temi importanti come il riuso e il riciclo, coinvolgendo anche i cittadini affinché il valore del rispetto ambientale si possa diffondere in tutta la collettività».

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