Contenzioso sul corrispettivo superato da tempo. Basta a strumentalizzazioni inutili e dannose

Giovedì, 17 Settembre 2015

In merito all’articolo “Braccio di ferro tra il capoluogo e la società per i costi della spazzatura. E la questione finisce davanti al giudice. Sei vuole dal Comune 500.000 euro in più”, a firma di Giuliana Mezzana, pubblicato nell’edizione del 16 settembre 2015 de Il Tirreno, Sei Toscana precisa quanto segue. Il contenzioso fra gestore ed Ato risale a quasi due anni fa e può dirsi oggi ampiamente superato. Il ricorso al Tar è stato avviato, come più volte ribadito, esclusivamente a scopo cautelativo per la salvaguardia degli interessi aziendali in merito alla definizione del corrispettivo per i servizi effettuati sul territorio. Il gestore, tenendo conto delle difficoltà finanziarie in cui versano le amministrazioni comunali, ha rinunciato ad incassare una parte del corrispettivo quantificato da Ato. In particolare, a fronte di un corrispettivo dovuto sulla base del contratto di servizio e delle regole di gara, per l’anno 2014, in 103,8 milioni, il gestore ha riscosso solo 98 milioni.  In altre parole, Sei Toscana ha acconsentito a introdurre un elemento di gradualità nel sistema partendo da un livello di incassi fermo agli attuali 98 milioni di euro annui e raggiungendo il livello del corrispettivo dovuto solo al termine di una fase transitoria di quattro anni. La differenza tra quanto dovuto a Sei Toscana e quanto effettivamente incassato da questa costituirà una voce di credito che potrà essere regolata al termine della fase transitoria attraverso un eventuale allungamento della concessione. L’accordo è stato già approvato dall’assemblea di Ato, nonché dal Cda di Sei Toscana addirittura nel dicembre 2014. Non si comprendono pertanto le ragioni di ritornare oggi su una vicenda già chiusa oramai da molti mesi e nella quale il gestore ha dimostrato un grande senso di responsabilità, dimostrando di saper conciliare le proprie esigenze di equilibrio economico con le difficoltà finanziarie dei comuni.