Chiarimento Sei Toscana in merito alle dichiarazioni del consigliere Abbadia Futura

Giovedì, 30 Luglio 2015

In merito a quanto riportato nell’articolo “Sulla Tari e i rifiuti no di Abbadia Futura. Il consigliere di minoranza Castro contesta “le irregolarità del contratto con Ato-Sei”” pubblicato nell’edizione odierna del Corriere di Siena a firma di Mariella Baccheschi, Sei Toscana precisa quanto segue. Nell’articolo, il consigliere di Abbadia Futura, Rosario Castro, in riferimento alle due mozioni presentate (e respinte) asserisce che “«In pratica si chiedeva di correggere le irregolarità presenti nel contratto Ato-Sei in cui si stabilisce che le tariffe non diminuiscono nemmeno in presenza di raccolta differenziata spinta perché il contratto prevede, contrariamente a quanto sancisce la legge nazionale, che il ricavato della vendita delle materie prime e seconde (carta e plastica) vada al gestore e non all’utente, così come dovrebbe essere»”. Tale affermazione, così come molte altre diffuse nei mesi scorsi, risulta essere falsa, destituita di ogni fondamento e lesiva dell'immagine del gestore in merito alle attività svolte. Come affermato e ribadito in più di una occasione negli ultimi mesi infatti, i proventi della raccolta differenziata non sono in alcun modo trattenuti dal gestore ma vengono completamente destinati all’abbattimento del corrispettivo, e di conseguenza alla riduzione della tariffa, secondo quanto previsto dal contratto sottoscritto fra Ato Toscana Sud e Sei Toscana. Con delibera n. 24 del 22.12.2014, i ricavi provenienti dalle cessione di materie prime seconde sono stati poi effettivamente detratti dall’ammontare del corrispettivo stesso, conformemente al disposto contrattuale. Sei Toscana dunque, non solo non ha violato alcuna legge (come viene erroneamente sostenuto dal consigliere Rosario Castro), ma opera ed ha sempre operato nell’alveo delle norme vigenti. “Noi rispettiamo le legittime opinioni di chi ha in mente un modello di gestione anche molto diverso da quello attuale – afferma Eros Organni, amministratore delegato di Sei Toscana –. Quello che non possiamo accettare è che per giustificare tali opinioni si diffondano informazioni false sull’operato della nostra società, costringendoci ad intervenire  quotidianamente in un dibattito politico che non ci è proprio. Per tali motivi, per tutelare l’operato dell’azienda oltre che a beneficio della corretta informazione al cittadino, abbiamo deciso di dare mandato ai nostri legali di procedere a querelare tutti quei soggetti che continueranno ad affermare falsità, dichiarando cose prive di ogni qualsiasi fondamento e non rispondenti alla realtà dei fatti”.